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C'è sempre tempo per un decreto sul Mezzogiorno

mezzogiorno 08 giugno 2017

ROMA (Public Policy) - Favorire lo sviluppo del Mezzogiorno, sostenendo le imprese con benefici ad hoc e con "condizioni speciali" per l'attività aziendale. Questi gli obiettivi delle nuove norme per l'istituzione delle Zone economiche speciali (Zes), inserite in una bozza del nuovo decreto Mezzogiorno, di cui Public Policy ha preso visione e su cui il Governo sta lavorando.

Il dl disciplina "le procedure, le condizioni e le modalità per l’istituzione di Zone Economiche Speciali", ognuna delle quali costituisce "una zona geograficamente delimitata e chiaramente identificata, situata" dentro i "confini dello Stato, costituita anche da aree non territorialmente adiacenti e che comprendono almeno un’area portuale".

Spetterà a un dpcm, poi, entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del dl, stabilire le modalità di istituzione delle Zes, "su proposta del ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno, di concerto con il ministro dell’Economia e delle finanze".

PROPOSTA, ISTITUZIONE E GESTIONE DELLA ZES

A poter avanzare la proposta, le regioni ammissibili alla deroga prevista nel Tfue, il Trattato di funzionamento dell'Ue. Si tratta di Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia che provvederanno, nel caso, a indicare "le caratteristiche dell'area identificata". L'istituzione, invece, avviene con dpcm, dopo la richiesta della Regione e "su proposta del ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno, di concerto con il ministro dell'Economia". Previsto anche un piano di sviluppo strategico a corredo della proposta.

Insieme alla costituzione della Zes, si procede poi all'identificazione del 'soggetto gestore'. Si tratta di "un Comitato di indirizzo composto dal presidente dell’autorità portuale, che lo presiede, da un rappresentante della regione e da un rappresentante della presidenza del Consiglio dei ministri". Esclusi del tutto compensi e indennità di carica per i membri del Comitato, mentre le funzioni amministrative spettano al Segretario generale dell'autorità portuale.

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