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Calcio e mafia, non solo curve: i contenuti della relazione

stadio calcio 15 dicembre 2017

di Francesco Ciaraffo

ROMA (Public Policy) - Stop alle scommesse sulle serie dilettantistiche, super Daspo, possibilità di prevedere carceri all’interno degli stadi, rafforzare le verifiche sui flussi finanziari delle società.

Sono solo alcune delle proposte contenute nella relazione approvata all’unanimità dalla commissione Antimafia su ‘Calcio e mafia’. Il documento – oltre 90 pagine frutto di un lavoro iniziato a gennaio scorso e ha registrato 30 sedute e 42 audizioni, dal Coni a varie società di calcio, dal ministro dell’Interno a quello dello Sport – fotografa la situazione del calcio italiano in relazione ai rapporti con ambienti criminali.

“Nel calcio esistono zone franche, sia fisiche, come le curve degli stadi, che economici, come la gestione delle società, che diventano varchi per l’ingresso della criminalità nel calcio”, ha sintetizzato la presidente dell’Antimafia, Rosy Bindi (Pd).

Ma cosa propone la relazione? Vediamo il contenuto nel dettaglio.

OGNUNO AL SUO POSTO

Le norme sul rispetto dell’occupazione del seggiolino effettivamente assegnato è largamente disatteso negli stadi italiani, soprattutto nelle curve. Per questo la relazione suggerisce di “adottare le misure necessarie per rendere efficace la riconducibilità a un determinato soggetto del titolo di ingresso allo stadio”.

Per il raggiungimento dell’obbiettivo è necessario dotare “rapidamente” gli impianti delle tecnologie disponibili. Gli investimenti in tal senso “potrebbero essere sostenuti da appositi incentivi di carattere fiscale e dall’assegnazione di adeguate risorse pubbliche, beninteso prevedendo opportune forme di controllo sulla spesa”.

IL SUPER DASPO

Tra i suggerimenti anche la necessità di rafforzare il divieto di partecipazione alle manifestazioni sportive. “Sarebbe opportuno intervenire sul provvedimento di Daspo irrobustendone l’efficacia sia prevedendo termini di efficacia più severi che introducendo l’obbligo e non più la facoltà di imporre al destinatario di presentarsi agli uffici di pubblica sicurezza nel corso delle manifestazioni sportive”.

STOP BAGARINAGGIO E VICENDA ULTRAS JUVENTUS

La relazione chiede di introdurre il reato di bagarinaggio, nonché inasprire le sanzioni alle società per i fatti connessi a tale tipo di illecito, sia esso sportivo o in prospettiva penale. Dall'inchiesta della commissione è emerso, tra i molti aspetti, che "a Torino la 'ndrangheta si è inserita come intermediaria e garante nell'ambito del fenomeno del bagarinaggio gestito dagli ultras della Juventus, arrivando a controllare i gruppi ultras che avevano come riferimento diretto diverse locali di 'ndrangheta".

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@fraciaraffo

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