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Cambiare l'Italicum "non è una bestemmia"

legge elettorale elezioni 24 luglio 2015

ROMA (Public Policy) - di Sonia Ricci - Non si può "considerare concluso il tempo delle riforme". Si deve "essere pronti ad aggiornare il lavoro già compiuto" come "segno di consapevolezza e non certo di indecisione".

In questo senso, "alla luce della configurazione che va assumendo l'impianto costituzionale e anche delle evoluzioni del sistema politico, noi non considereremmo affatto una bestemmia il fatto di poter ridiscutere alcuni aspetti della legge elettorale da poco approvata".

Con queste parole il senatore Ap ed ex ministro delle Riforme, Gaetano Quagliariello, è intervenuto in commissione Affari costituzionali al Senato durante la discussione generale del ddl per il superamento del bicameralismo perfetto e il Titolo V della Costituzione.

Nella sua relazione, l'esponente di Area popolare apre quindi a possibili modifiche all'Italicum approvato in via definitiva a maggio.

"È una proposta ben precisa, con una sua logica interna, non una mediazione di compromesso". Si tratta di un vero e proprio "lodo" proposto per modificare al Senato l'articolo 2 del ddl Riforme (che poi potrebbe essere rivisto nuovamente anche alla Camera).

La proposta prevederebbe di rinviare a una futura legge elettorale regionale la precisa definizione dell'elezione dei futuri consiglieri che andranno a comporre il nuovo organo. Nella futura legge ordinaria dovrebbero essere previsti listini entro cui i cittadini potrebbero scegliere i futuri senatori, che verrebbero comunque eletti dai Consigli.

Il 'lodo' consentirebbe - secondo l'esponente Ap - nel fatto che i senatori così eletti "da un lato rappresentino i Consigli regionali, dall'altro avrebbero un mandato popolare legato ad alcune funzioni legislative che avrà il futuro Senato". (Public Policy)

@ricci_sonia

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