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CAMERA, CHIUSI SELF-SERVICE E RISTORANTE. SETTORE IN AGITAZIONE

CAMERA, CHIUSI SELF-SERVICE E RISTORANTE. SETTORE IN AGITAZIONE 03 giugno 2013

CAMERA, CHIUSI SELF-SERVICE E RISTORANTE. SETTORE IN AGITAZIONE

(Public Policy) - Roma, 3 giu - Pranzo al "sacco" oggi alla
Camera dei deputati. Mensa, ristorante e bar dei dipendenti
resteranno chiusi per uno sciopero proclamato dalle
organizzazioni sindacali di categoria di Cgil, Cisl e Uil.

L'agitazione è a livello nazionale e riguarda appunto i
lavoratori delle imprese che operano nel settore della
ristorazione, del commercio e del turismo associate ad Angem
(Associazione nazionale della ristorazione collettiva e
servizi vari), che lo scorso novembre ha disdetto appunto
l'applicazione del contratto nazionale del commercio e del
turismo. "Ristorazione sull'orlo del baratro" è il grido di
dolore lanciato dal presidente dell'Angem Ilario Perotto,
che del contratto nazionale ha fatto "carta straccia", lo
scorso novembre, colpa anche "dei ritardi nei pagamenti" è
la denuncia messa nero su bianco in una nota, sul sito
dell'Associazione.

Insorgono i confederali. E dopo lo stop del 7 novembre
scorso, arriva il bis con un nuovo sciopero proclamato per
la giornata di oggi. Aderiscono anche i lavoratori della
"Compas Group", la società che gestisce il ristorante dei
deputati, il self-service e il bar dei dipendenti. E allora
oggi a Montecitorio si mangiano solo panini e pizzette alla
buvette, serviti con posate e piatti di plastica. Per il
caffè né vetro né tazzina ma bicchiere rigorosamente di
plastica.

"Siamo stati avvertiti per tempo nei termini previsti per
legge", spiega Roberto Iezzi dall'Ufficio stampa della
Camera. "Abbiamo pertanto predisposto un rafforzamento dei
servizi alla buvette e sollecitato il rifornimento della
macchinette automatiche", aggiunge Iezzi. Oggi tra l'altro
c'è aula dalle 14 e nel pomeriggio ci sono le audizioni in
commissione. Gli onorevoli in mattinata non fanno una piega,
anche perché se ne vedono pochi in Transatlantico.

"L'Angem - denuncia un sindacalista, a Montecitorio - non
riconosce più le vecchie regole del contratto collettivo
nazionale, che vuol dire taglio delle quattordicesime per i
nuovi assunti e ripartizione durante l'anno della 14esima
per tutti gli altri, flessibilità nelle ore lavorative, con
straordinari non pagati, anche nel part-time verticale".

Insomma l'Angem per far fronte alla crisi "vorrebbe
rinnovare il contratto disdetto lo scorso novembre con un
sindacato minore per riscriversi le regole a suo vantaggio",
spiega anche un altro dipendente, denunciando il
comportamento anti-sindacale dell'associazione datoriale.

Il prossimo 15 giugno è convocato il tavolo di confronto
tra Angem e Cgil, Cisl e Uil. "Senza accordo, pronti ad un
nuovo sciopero", avvertono i sindacati. (Public Policy)

FEG

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