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Camera, Giachetti scrive a Beppe Grillo: siamo al 'caccia all'uomo day'

camera, giachetti scrive a beppe grillo: siamo al 'caccia all'uomo day' 10 dicembre 2013

ROMA (Public Policy) - "Caro Beppe Grillo, il 7 dicembre hai postato sul tuo blog la foto 'segnaletica' mia e di altri 8 colleghi indicati nella didascalia, insieme ad altri 141, come abusivi. Nel corpo del testo hai scritto una frase evidenziata in neretto che testualmente recita 'devono essere fermati all'ingresso di Montecitorio'. Siamo praticamente al 'caccia all'uomo day'". Inizia così la lettera aperta che il vicepresidente della Camera Roberto Giachetti (Pd) ha inviato al leader del Movimento 5 stelle Beppe Grillo.

Giachetti, che è in sciopero della fame da 65 giorni per protestare contro l'impasse dei partiti in merito alla riforma della legge elettorale, si rivolge all'ex comico partendo dai commenti del suo blog: "Nel giro di breve tempo - scrive Giachetti - nel riuscito effetto di generare un chiaro clima di odio, qualcuno alle 14,32 del medesimo giorno raffina la caccia all'uomo rendendola più esplicita: 'Dai a questo punto la lista ce l'avete. Prendete un fucile ed andate ad ammazzarli uno ad uno a casa. Mi sembra il minimo'".

"Ho letto - continua il vicepresidente della Camera - e fotografato dal tuo blog questo invito ieri sera. Sono passati tre giorni e sta ancora lì, non hai avuto neanche la decenza di eliminarlo. E non mi si dica che non l'avevi visto. Se pubblichi la foto di qualcuno e la accompagni con l'invito a 'fermarlo' all'ingresso di Montecitorio non puoi esimerti almeno dal verificare l'effetto che fa... Se non lo hai fatto è anch'essa una scelta ben precisa".

Giachetti ricorda poi a Grillo dello sciopero della fame ("Conosco i rischi concreti di uno sciopero della fame così prolungato [...] anche perché un anno fa dopo 123 giorni sono andato molto vicino a conseguenze irreparabili per la mia salute") e sottolinea le sue origini 'radicali': "Ma sono un nonviolento, sento il dovere di lottare con la mia determinazione e con le mie capacità per cambiare una legge indegna che ritengo abbia un enorme peso nella degenerazione della politica".

"Scelgo liberamente - continua Giachetti - di correre questi rischi e so che pesano nella mia coscienza meno del pensiero di rassegnarmi ad essere inerte spettatore, o, peggio, connivente, nell'opera di totale distruzione della credibilità della politica che ogni giorno si consuma nel nostro Paese". "Invece - dice Giachetti rivolto a Grillo - quello che tu mi scarichi addosso con questa operazione è l'obbligo di convivere con un rischio che non conosco, che non potrei sapere dove si annida, come si organizza, quando potrebbe colpirmi. Mi esponi ad un nemico invisibile ma che certamente c'è".

In conclusione Giachetti si dice preoccupato e ricorda al leader del Movimento 5 stelle, "senza minimamente fare accostamenti impropri con la statura di straordinari esempi della lotta nonviolenta", che la storia "è percorsa da nonviolenti morti non a causa della loro iniziativa ma per mano di sconosciuti che li hanno colpiti quando erano più esposti, tra la gente, in libertà". (Public Policy)

GAV

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