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CAMERA, PDL DIFFAMAZIONE: ABOLITO IL CARCERE PER IL GIORNALISTI COLPEVOLI

SPECIALE INTERVISTE, CHI HA DETTO COSA /SPECIALE 18 luglio 2013

CAMERA, PDL DIFFAMAZIONE: ABOLITO IL CARCERE PER IL GIORNALISTI COLPEVOLI

LA COMMISSIONE GIUSTIZIA HA ADOTTATO IL TESTO BASE. IN AULA A FINE MESE

(Public Policy) - Roma, 18 lug - La commissione Giustizia
della Camera ha adottato il testo base della proposta di
legge "Modifiche alla legge 8 febbraio 1948, n. 47, al
codice penale e al codice di procedura penale in materia di
diffamazione, di diffamazione con il mezzo della stampa o
con altro mezzo di diffusione, di ingiuria e di condanna del
querelante".

Il testo (Ac 925) è quello formulato dal deputato Enrico
Costa del Pdl al quale sono state abbinate altre pdl firmate
dalla deputata Maria Stella Gelmini sempre Pdl (Ac 1100),
del deputato Stefano Dambruoso di Scelta Civica con Monti
(Ac 1165)e quella delle deputate Mirella Liuzzi e Francesca
Businarolo del Movimento 5 Stelle, del deputato di Centro
democratico Pino Pisicchio (Ac 191) e, infine, del deputato
Nicola Molteni della Lega Nord (Ac 1242).

Prima di entrare nel vivo dei lavori legislativi, la
commissione sta procedendo alle audizioni degli operatori di
settore realizzato nell'ambito della indagine conoscitiva.

Ieri sono stati auditi il presidente dell'Associazione
italiana editori Marco Polillo e l'avvocato Grazia Volo,
esperta di diritto dell'informazione, mentre domani alle 14
nella Sala Mappamondo si svolgerà l'audizione dei direttori
di testate giornalistiche di rilievo nazionale. La proposta
di legge dovrebbe concludere i lavori nella terza settimana
di luglio per poi approdare in aula a fine mese.

COSA PREVEDE IL TESTO BASE
La pdl del deputato Costa riproduce il testo unificato
presentato nella XIV legislatura e approvato dalla Camera
dopo un esame durato due anni. Lo stesso testo fu poi
riproposto nella XV legislatura.

La proposta intende riformare i reati di diffamazione a
mezzo stampa. "Si tratta - spiega Costa nella relazione - di
una riforma estremamente importante, perché volta a
garantire effettività a diritti di rilevanza costituzionale.

Sono anni che si chiede al Parlamento di superare la rigida
disciplina attuale che espone il giornalista, spesso in
buona fede, a elevati rischi che possono interferire con la
libertà di espressione e di critica e con il diritto di
cronaca. Tuttavia, si osserva nella relazione, non si è
ancora riusciti a dare una risposta adeguata a due esigenze:
il diritto di cronaca e di critica e la tutela dell'onore
delle persone offesa dalla notizia o dal giudizio
diffamatorio.

Il testo unificato approvato dalla Camera dei deputati nella
XIV legislatura aveva trovato un giusto equilibrio tra le due
contrapposte esigenze. "Da un lato - si legge - era stata abolita
la pena detentiva che spesso aveva colpito, in maniera del tutto
casuale, l'autore di un reato di questo tipo ed era stato
previsto un tetto massimo per il risarcimento, in via
equitativa, del danno non patrimoniale.

Dall'altro lato, era stato dato un maggiore peso alla rettifica
e si era prevista l'interdizione fino a sei mesi dalla professione
solo per coloro che erano stati già condannati per il reato di
diffamazione e che, quindi, era da ritenere che non si
trovassero in una condizione di buona fede. È bene
sottolineare che non si era proceduto a una depenalizzazione
del reato di diffamazione con il mezzo della stampa, ma solo
a eliminare la previsione della pena detentiva".

Per le disposizioni penali del testo in primo luogo si
eliminano le pene detentive per i reati di diffamazione con
il mezzo della stampa. Si è ritenuto, invece, di punire più
pesantemente il giornalista recidivo, in quanto la
reiterazione del reato porta ad escludere la buona fede
dell'autore. In questo caso è prevista la pena accessoria
dell'interdizione temporanea dall'esercizio della
professione per un massimo di sei mesi.

La disposizione che riduce a un anno il termine della
prescrizione dell'azione civile ha la propria ratio nella
funzione stessa del risarcimento dei danni derivanti dalla
diffamazione con il mezzo della stampa. Si tratta, infatti,
di situazioni nelle quali il pregiudizio perde di intensità
con il passare del tempo.

La pdl inoltre estende il diritto di rettifica anche alla
stampa non periodica, per esempio i libri. (Public Policy)

SAF

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