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Camere di commercio, i tetti degli stipendi saranno in mano al Mise

ministeri stipendi 02 settembre 2015

ROMA (Public Policy) - di Sonia Ricci - Entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge sugli accorpamenti delle Camere di commercio, il Mise approverà un decreto in cui stabilità le nuove indennità dei componenti dei collegi dei revisori dei conti delle Camere, delle loro aziende speciali e delle unioni regionali e interregionali.

Non solo: il ministero dello Sviluppo economico dovrà decidere i tetti degli stipendi dei vertici delle aziende e unioni delle Camere, tenendo conto dei limiti previsti dal decreto Crescita bis del 2011.

È quanto prevede una bozza di decreto legislativo, atteso per il mese prossimo in Consiglio dei ministri e che Public Policy ha potuto visionare, che attua le norme sulla riforma del sistema camerale previste dal ddl delega P.a., a firma della ministra Marianna Madia.

Dunque i compensi dei vertici non potranno essere superiori, così come prevede il Codice civile, al trattamento economico del primo presidente della Corte di cassazione. Lo stesso decreto del Mise definirà i criteri di rimborso delle spese sostenute per lo svolgimento dell'incarico per i componenti di tutti gli organi, ferma restando la gratuità dell'incarico stesso. (Public Policy)

@ricci_sonia

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