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Camorra, Cantone: è ancora uno strumento di intermediazione sociale

camorra 17 marzo 2014

ROMA (Public Policy) - "Sembra passato più di un secolo dai tempi di don Peppe Diana, ma non illudiamoci che la battaglia sia finita. Quello che avveniva in quel periodo era un controllo asfissiante e totale, che vedeva pezzi della società civile e della stessa chiesa avere un silenzio complice".

Lo dice il magistrato Raffaele Cantone, alla guida dell'Anac (Autorità nazionale anticorruzione e per la valutazione e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche), alla presentazione in anteprima alla Camera della fiction Rai su don Giuseppe Diana, ucciso dalla camorra nel 1994.

"Sono passati 20 anni e oggi si riesce a dire certe parole con forza, si può guardare in modo diverso. I risultati ottenuti nel contrasto alle mafie sono notevoli, i colpevoli dell'omicidio sono stati assicurati alla giustizia. Sono stati arrestati i boss, i latitanti, le seconde e le terze generazioni. Ma se noi oggi andassimo a interrogare in quelle terre se sentono che la camorra è stata battuta diranno 'no'. La camorra si muove da sola, riesce pure a fare a meno dei capi, è uno strumento di intermediazione sociale che ancora conta. Come se una parte della società civile la considerasse parte integrante della stessa società", aggiunge Cantone.

"La Terra dei fuochi sarà uno dei campi di prova", continua il magistrato, "ma c'è ancora tanto da fare nel campo della legislazione. Lo Stato quando confisca, ad esempio, non è ancora in grado di gestire bene" tutte le operazioni. (Public Policy) twitter - @PPolicy_News GAV

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