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Cantone sul whistleblowing: bene, ma non benissimo

whistleblower 07 luglio 2017

ROMA (Public Policy) - Sul whistleblowing si vede "qualche luce", come l'aumento delle segnalazioni, ma "permangono criticità" visto che "la maggior parte delle segnalazioni riguarda infatti non comportamenti altrui illeciti ma problemi di carattere personale, relativi a concorsi o progressioni di carriera".

Lo ha riportato il presidente Anac, Raffaele Cantone, nella relazione annuale, parlando dell'istituto di segnalazione di illeciti da parte del dipendente all’interno del proprio ente di appartenenza (pubblico o privato).

Nei primi 5 mesi di quest'anno sono state registrate 206 segnalazioni, in netto aumento rispetto alle 235 di tutto il 2015 e 252 del 2016.

Sul whistleblowing, continuano "a esservi ombre ma anche qualche luce", ha detto Cantone. A fronte dell'aumento delle segnalazioni, "permangono criticità" sul piano della qualità che "confermano la scarsa comprensione dell’istituto, al quale non è facile nemmeno dare un nome italiano, tanto che assieme al ministero dell’Istruzione abbiamo lanciato un concorso nazionale trovarne uno, confidando nella fantasia degli studenti", ha aggiunto il presidente.

"La maggior parte delle segnalazioni riguarda infatti non comportamenti altrui illeciti ma problemi di carattere personale, relativi a concorsi o progressioni di carriera", ha ancora sottolineato Cantone, che per ha evidenziato come "non siano mancate, però, segnalazioni utili".

"L’istituto del whistleblowing, indispensabile in una prospettiva di coinvolgimento della parte migliore dell’amministrazione nella politica di prevenzione della corruzione, necessita di una normativa più coraggiosa, che garantisca davvero la riservatezza a chi segnala illeciti e soprattutto lo tuteli contro atti discriminatori", ha concluso il presidente. (Public Policy) FRA

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