Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

"CAPISCO MONTI, MA IL PROBLEMA NON SONO LE DEROGHE" /INTERVISTA

08 gennaio 2013



(Public Policy) - Roma, 8 gen - (di Gaetano Veninata)
Capisco che Monti deve dare un'immagine innovativa anche sul
piano della comunicazione, ma il problema principale da
affrontare non è certo il numero delle deroghe per i
parlamentari uscenti, nè la presenza di Casini e Fini.
Parola di Giorgio Conte, capogruppo Fli in commissione
Affari costituzionali alla Camera e coordinatore, in Veneto,
del partito fondato da Gianfranco Fini.

(Leggi anche CARRA (UDC): DEROGHE? ALLA FINE SI FARÀ COME DICE MONTI /INTERVISTA)

D. LEI SARÀ CANDIDATO?
R. Sarò candidato, non c'è dubbio, sono coordinatore
regionale del Veneto quindi auspico di poter guidare la
pattuglia di candidati veneti nelle due circoscrizioni della
mia regione.

D. IN QUESTE ORE MONTI, CASINI E FINI SONO ALLE PRESE CON
LA COMPOSIZIONE DELLE LISTE PER CAMERA E SENATO. QUALI SONO
I PRINCIPALI PROBLEMI CHE HANNO DI FRONTE I TRE LEADER?
R. Non credo che ci siano particolari problemi. Partiamo
dalla Camera: ognuno com'è noto fa le liste e cerca di
essere coerente con quanto anticipato fino ad alcune
settimane fa. Dare quella punta di rinnovamento dei gruppi
parlamentari che si insedieranno in Parlamento, partendo da
una radice che è quella della storia di ognuno di noi con
qualche novità interessante. Ovvero riprometterci così come
chiesto dall'opinione pubblica di rinnovare la
rappresentanza parlamentare.

D. QUESTIONE DEROGHE: MONTI CHIEDE DUE DEROGHE AL MASSIMO
PER OGNI PARTITO SUI PARLAMENTARI DI LUNGO CORSO. UDC E FLI
NE CHIEDONO DUE A TESTA SIA PER LA CAMERA CHE PER IL SENATO.
COME FINIRÀ?
R. Mi sembra che sia più un problema di comunicazione. Il
tema delle numerose legislature non mi ha mai appassionato e
non mi riguarda più di tanto: io ne ho appena due e mezzo.
Se uno è un buon parlamentare prescinde dal fatto che abbia
fatto una o cinque legislature. Il problema sono i cattivi
parlamentari - giovani e meno giovani - che sono entrati
nelle recenti legislature facendo fare passi indietro alla
qualità della rappresentanza parlamentare. Credo che ognuno
si debba assumere le proprie responsabilità e capisco la
spinta innovativa sul piano della comunicazione che chiede
Monti, ma credo anche che non siano questi i principali
problemi che debbano essere affrontati. L'agenda è ad
esempio un problema prioritario rispetto al numero delle
legislature.

D. COSA RISPONDETE ALLE CRITICHE SULL'IMPOSSIBILITÀ, CHE
SONO STATE MOSSE A MONTI DA PIÙ PARTI, DI RINNOVARE INSIEME
A DUE POLITICI DI LUNGO CORSO COME CASINI E FINI?
R. Non vedo perchè Casini e Fini non abbiano il diritto di
ricandidarsi alle elezioni, nel senso che non vedo velleità
nè da parte di Gianfranco Fini nè da parte di Pier
Ferdinando Casini di fare il premier o il vice premier. Non
vedo ambizioni annunciate o propositi di questo genere.
Guidano un gruppo di parlamentari per i quali costituiscono
un punto di riferimento indiscutibile, e lo stesso vale per
un certo tessuto politico sul territorio.

Quindi credo che abbiano
tutto il diritto di candidarsi. E credo che lo vedremo nella
prossima legislatura se saranno utili per una fase
innovativa.

Noi siamo usciti dal Pdl e abbiamo fondato Fli
proprio perchè non si facevano le riforme, auspicandoci una
soluzione politica che è arrivata solo in zona Cesarini con
il Governo Monti: non ci saremmo mai arrivati senza Futuro e
libertà, senza l'apertura di una fase politica di
archiviazione del berlusconismo. Non prendiamo dunque
lezioni da nessuno in tema di coraggio nell'affrontare una
fase nuova.

D. L'ARRIVO DI NUMEROSI TRANSFUGHI DAL PD, DA ICHINO AD
ADINOLFI, MA ANCHE DAL PDL (E PENSO A CAZZOLA), CHE
SIGNIFICATO POLITICO RIVESTE?
R. La presa d'atto che i cosiddetti poli sono poco
credibili e altamente contraddittori al loro interno. Io
sono sempre stato bipolarista convinto, tuttora, ma credo
altrettanto che il bipolarismo italiano sia stato segnato da
una spinta conservatrice a tal punto che i due poli si sono
barricati dietro uno schema che serve solo a vincere le
elezioni e non a governare.

A destra c'è il Pdl che ha votato per 52 volte la fiducia a Monti e c'è la Lega che non
ne ha votato nessuna. A sinistra stessa cosa tra Bersani e
Vendola. Questo porta transfughi sia dal Pd che dal Pdl che
chiedono una condotta più responsabile come quella di Monti,
a cui io sono grato quando sottolinea che la sua non è una
formazione di centro ma civica. Perchè io stesso mi
riconosco in quest'area, non essendo un uomo di centro ma di
destra.

D. A QUANTO PUNTA FLI?
R. In Veneto siamo indubbiamente in difficoltà, siamo
attorno al 2%. Credo che non c'è motivo di nascondere che
soprattutto in quest'area del Paese il nostro gruppo sia in
affanno, ma la campagna elettorale è ancora tutta da
giocare, quando avremo anche noi nel nostro piccolo la
nostra visibilità allora credo che avremo ragionevoli motivi
per essere ottimisti e in Veneto superare abbondantemente il
2%. A livello nazionale credo che questo dato possa
raddoppiarsi. (Public Policy)

GAV

© Riproduzione riservata