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Dl Carceri, presentati in aula alla Camera circa 500 emendamenti

carceri 03 febbraio 2014

ROMA (Public Policy) - Sono circa 500 gli emendamenti al decreto Carceri presentati dai gruppi in Aula alla Camera. Il provvedimento approda oggi alle 11 in Assemblea, per iniziare la discussione generale. Le votazioni delle proposte di modifica sono previste a partire dalle 15.

Al momento, però, non sono stati ancora presentati emendamenti a firma del relatore David Ermini (Pd), tra cui quello che chiede di abbassare da 5 a 3 anni la pena prevista per il reato di detenzione illecita di stupefacenti (il reato di piccolo spaccio di droga), in particolare per le lo spaccio di sostanze della Tabella I, come l'oppio e cannabis. La commissione Giustizia ha licenziato il provvedimento giovedì 30 gennaio, durante una seduta 'flash' dove la presidente Donatella Ferranti (Pd) ha messo in votazione il testo senza concludere l'esame degli emendamenti.

Il voto è arrivato dopo la proteste in Aula e nelle commissioni Giustizia e Affari costituzionali dei deputati 5 stelle, che tra mercoledì sera e giovedì mattina hanno occupato le due commissioni protestando contro la scelta della presidente Laura Boldrini di applicare la 'ghigliottina' durante le votazioni in Aula del dl Imu-Bankitalia. Quindi quando giovedì mattina alcuni deputati M5s hanno occupato la commissione Giustizia all'inizio della seduta, la presidente Ferranti ha deciso di posticipare di qualche ora la seduta e di mettere poi ai voti il testo, senza modifiche. La bagarre andata in scena negli ultimi giorni potrebbe però ripetersi a breve In Aula.

Entro il 21 febbraio scadrà il termine per la conversione in legge del decreto; provvedimento contestato dalle opposizioni (M5s e Lega Nord in testa, che lo hanno definito 'Svuota Carceri') perché - dicono - non si limita a rimettere in libertà detenuti per reati minori, ma applica uno sconto di pena anche ai reclusi per mafia.

Il Pd avrebbe voluto modificare il testo in commissione (escludendo - riferiscono fonti democratiche - i reati di mafia), ma viste le proteste non è stato possibile modificare il dl. Come per il contestato dl Imu-Bankitalia, i 5 stelle potrebbero utilizzare nuovamente la stessa strategia ostruzionistica. A quanto si apprende, per accelerare i tempi il Governo pensa di porre la fiducia sul provvedimento, facendo decadere i circa 500 emendamenti presentati, così da poter mandare il testo a palazzo Madama.

LIBERAZIONE ANTICIPATA SPECIALE
Tra le norme contenute nel dl Carceri c'è la liberazione anticipata speciale (misura temporanea che scadrà tra 2 anni), con la quale si amplia il beneficio dell'aumento dei giorni di detenzione (da 45 a 75) per ciascun semestre di pena espiata. L'applicazione retroattiva - si legge in una nota di palazzo Chigi - "comporta una contenuta anticipazione di una uscita che si verificherebbe comunque in tempi brevi".

Dunque, si legge ancora, "non si tratta di una misura automatica e non si determina una liberazione immediata (in massa) di un numero rilevante di detenuti, ma è spalmata nel tempo e comunque sottoposta alla rivalutazione del giudice che deve verificare il corretto comportamento dei detenuti". Inoltre, viene prevista la stabilizzazione dei domiciliari per gli ultimi 18 mesi di pena.

BRACCIALETTO ELETTRONICO
Tra le nuove misure, c'è anche il braccialetto elettronico, che viene incentivato, prevedendone l'obbligo di applicazione per i domiciliari, nei permessi o nell'affidamento in prova. I magistrati saranno obbligati a presentare delle motivazioni nei casi in cui decideranno di non adottare l'uso del braccialetto. Il dl prevede poi la creazione del Garante nazionale diritti dei detenuti, per il quale, al momento, non vengono stanziate risorse.

RECUPERO DEI TOSSICODIPENDENTI
Per i tossicodipendenti, sarà introdotto lo 'spaccio di lieve entità', con detenzione da 1 a 5 anni e pene pecuniarie, con l'obiettivo di ridurre il numero dei detenuti per droga.

RIMPATRIO STRANIERI
Potranno essere espulsi dal territorio italiano, come sconto degli ultimi due anni di pena, tutti quei detenuti immigrati che abbiano commesso reati contravvenzionali. La norma però - a quanto riferiscono fonti Pd - potrebbe essere modificata nel corso dell'esame in Aula. In commissione, infatti, il relatore David Ermin aveva presentato un emendamento con il quale venivano ampliate le pene che possono essere scontate con l'espulsione.

Per gli stranieri, sono infine previste misure più semplici per l'identificazione in carcere, allo scopo di facilitare l'espulsione. Tra le novità anche la "messa alla prova" per condanne fino a 4 anni e un generale ampliamento della possibilità di ricorso alle misure alternative. (Public Policy)

SOR

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