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CARCERI, L'ITALIA CONDANNATA DALLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO

08 gennaio 2013

(Public Policy) - Roma, 8 gen - La Corte europea dei diritti
dell'uomo (Cour européenne des droits de l'homme) invita
l'Italia a risolvere il problema strutturale di
sovraffollamento delle carceri, che è incompatibile con la
Convenzione europea dei diritti dell'uomo.

Nella sentenza di oggi, nel caso di Torreggiani e altri
contro Italia (Ricorso n. 43517/09), la Corte ha dichiarato,
all'unanimità, che vi è stata violazione dell'articolo 3
(divieto di tortura e trattamenti inumani o degradanti)
della Convenzione.

La sentenza della Corte, come scrivono i giudici, è una
"sentenza pilota" per quanto riguarda la questione del
sovraffollamento delle carceri italiane. La Corte ha chiesto
alle autorità italiane di mettere in atto, entro un anno, un
rimedio o una combinazione di rimedi e ha deciso di
applicare la procedura di sentenza pilota in considerazione
del numero crescente di persone potenzialmente interessate
in Italia.

La procedura della sentenza pilota viene adottata quando si
tratta appunto di affrontare una cospicua quantità di casi
identici derivanti, sostanzialmente, dallo stesso problema.
E' contemplata, inoltre, la possibilità di rinviare o
congelare l'esame di tutti gli altri casi ad essa connessi
per un certo periodo di tempo. Si tratta di un modo per
incoraggiare le autorità nazionali ad adottare le misure
necessarie per fronteggiare la situazione.

FATTI PRINCIPALI
Nella sentenza si riportano così i fatti principali: "Al
momento della presentazione delle domande, i ricorrenti -
Torreggiani, Bamba, Biondi, Sela, El Haili, Hajjoubi e
Ghisoni - stavano scontando condanne a Busto Arsizio e
Piacenza carceri. Ciascuno dei richiedenti ha sostenuto di
aver condiviso una cella di 9 mq con altri due detenuti,
disponendo ciascuno perciò di 3 metri quadrati di spazio
personale. Si sono lamentati della mancanza di acqua calda
e, in alcuni casi, di illuminazione insufficiente".

La Corte ha ribadito che la
detenzione non comporta la perdita dei diritti garantiti
dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo.
Si osserva che le versioni delle parti sono divergenti per
quanto riguarda le dimensioni delle celle nel carcere di
Piacenza e il numero degli occupanti. I ricorrenti hanno
dichiarato di aver condiviso celle di 9 mq con altri due
prigionieri, mentre il Governo ha sostenuto che la
cella in questione misurava 11 metri quadrati e che è stata
generalmente occupata da due persone.

Ma il Governo, scrivono i giudici di Strasburgo, non ha
fornito alcuna informazione a sostegno di questa
affermazione, mentre il fatto che le celle avessero una
superficie di 9 mq è stata confermata dalle disposizioni
impartite dal giudice competente per l'esecuzione delle
pene. In assenza di qualsiasi prova documentale del
contrario, la Corte non aveva motivo di dubitare delle
affermazioni dei ricorrenti che scontano la pena in carcere
a Piacenza, il che significa che hanno avuto - come i
detenuti a Busto Arsizio - 3 mq di superficie abitabile per
persona.

(segue in abbonamento)

SPE

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