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Carceri, Radicali: ancora trattamenti inumani, nessuna soluzione in vista

carceri 11 aprile 2014

ROMA (Public Policy) - "Possiamo affermare senza timore di smentita che in Italia la situazione relativa alla violazione dell'articolo 3 della Convenzione europea, inerente ai trattamenti inumani e degradanti nelle carceri, non sia materialmente cambiata. A oggi, per il prossimo futuro, non esistono prospettive realistiche che essa possa modificarsi in alcun modo e sicuramente non entro il termine del 28 maggio 2014 fissato dalla sentenza Torreggiani".

È uno dei passaggi di una lettera che i Radicali italiani invieranno a Sebastian Kurz, ministro per l'Europa, Integrazione e Affari esteri dell'Austria, presidente del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa, Thorbjørn Jagland, Segretario generale del Consiglio d'Europa e Dean Spielmann, presidente della Corte europea dei diritti umani. "Dobbiamo registrare - si legge ancora nel documento firmato dall'ex senatore radicale Marco Perduca e dai leader storici Emma Bonino e Marco Pannella - che negli ultimi giorni sono morte nelle carceri italiane altre due persone, ambedue trentasettenni, una nel carcere di Civitavecchia e l'altra in quello di Pagliarelli di Palermo. Salgono così a 39 le persone detenute morte nei primi 4 mesi del 2014, tra queste, ben 11 sono stati i suicidi".

Per porre rimedio al problema del sovraffollamento carcerario, "l'Italia deve adottare una prima riforma strutturale: un'amnistia attraverso la quale l'amministrazione della giustizia possa riprendere il suo cammino democratico interrotto da decenni. Prima di tutto per se stessa. Un'amnistia per la Repubblica prima ancora che un'amnistia e indulto per le decine di migliaia di persone che soffrono trattamenti inumani e degradanti nei 205 istituti penitenziari del nostro Paese e per i milioni di cittadini colpiti, sia nel penale che nel civile, da una giustizia irragionevolmente ritardata".

Secondo i dati forniti da Rita Bernardini durante una conferenza stampa a Montecitorio, segretario di Radicali italiani, le carceri del nostro Paese possono ospitare circa 41.000 detenuti, rispetto agli oltre 60mila attualmente incarcerati. Numeri che sono stati al centro di un duro confronto già nei giorni scorsi tra il segretario e il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria del ministero della Giustizia.

"Mi sono permessa di dire che il Dap sta a uscendo fuori di testa. Ha reagito in modo scomposto - ha sottolineato Bernardini - alla mia richiesta insistente nei confronti del ministero della Giustizia affinchè fornissero e rendessero pubblici i dati effettivi sulle capienze delle carceri". Un'altro segnale, ha sottolineato il segretario, giunta oggi al 43° giorno di sciopero della fame proprio per protestare contro la situazione nelle carceri, "è stato l'invio di una circolare con cui ha chiesto a tutti i direttori delle carceri di non dare più informazioni all'associazione Antigone. Il Dap ha detto che le mie dichiarazioni sono diffamatorie. Aspetto la relativa denuncia e se non arriva vorrà dire qualcosa".(Public Policy)

FRA

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