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Casa, la proposta di Confedilizia: contratti flessibli tra Comuni e privati per affitti a famiglie disagiate

"Dismissioni enti previdenziali tengano conto situazione inquilini" 06 marzo 2014

ROMA (Public Policy) - La spesa media del Comune di Roma per l'assistenza abitativa a nuclei familiari in difficoltà é di 21mila euro. Lo riferisce il segretario generale di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, presentando una proposta dell'associazione che potrebbe ridurre molto quest'importo, e, più un generale far fronte con soluzioni immediate all'emergenza abitativa per le famiglie in difficoltà.

L'idea di Confedilizia prevede la stipula di contratti tra i Comuni e i proprietari privati per l'affitto di immobili da destinare alle famiglie in difficoltà, che hanno il vantaggio, spiega il presidente Corrado Sforza Fogliani, di una grande flessibilità per durata e canone. Nello specifico, l'associazione ha messo a punto  uno schema di 'contratto tipo' di locazione ad uso abitativo transitorio,  (previsto da una legge già esistente, la 431 del 1998), di pronto uso per  i Comuni.  Per quanto riguarda gli oneri accessori, il modello prevede l'applicazione degli importi già previsti dalla legge, indicati nel decreto ministeriale del 30 dicembre 2002.

Con questo strumento, dice Spaziani Testa, "si può stimare una riduzione di costi del 50-60%" rispetto a quelli attualmente sostenuti dai Comuni, ad esempio per il ricorso a strutture alberghiere. L'applicazione di questa possibilità permetterebbe inoltre agli enti locali di dare risposta ad altri problemi, come quello degli immobili occupati abusivamente e delle infiltrazioni della malavita nell'edilizia popolare. L'auspicio di Confedilizia, commenta Sforza Fogliani, é che questa proposta, già prevista dalla legge, venga valorizzata dal Governo nel "piano Casa", magari con un piano apposito di incentivi fiscali. (Public Policy)LEP

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