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Il caso Guidi e il conflitto di interessi, parla Francesco Sanna

nomine 04 aprile 2016

di Fabio Napoli

ROMA (Public Policy) - Il caso delle dimissioni della ex ministra dello Sviluppo economico Federica Guidi hanno riportato al centro del dibattito non solo la regolamentazione delle lobby ma anche di una riforma del conflitto di interessi.

La Camera, il 25 febbraio scorso, dopo un lungo iter parlamentare, ha approvato in prima lettura la proposta di legge per superare l'attuale legge Frattini che regola il conflitto di interessi. L'8 marzo la pdl è stata assegnata alla commissione Affari costituzionali del Senato, dove attende di essere esaminata.

Applicabilità immediata alle cariche di governo nazionali e alle autorità indipendenti; un 'blind trust' all'italiana; obbligo di dichiarazione e di astensione rafforzato e più poteri all'Antitrust.

Sono solo alcuni dei punti di questa proposta di legge sul conflitto di interessi.

Al relatore alla Camera Francesco Sanna (Pd) Public Policy ha chiesto se questa pdl, nel caso fosse entrata già in vigore, avrebbe potuto prevenire il caso Guidi.

D. SE LA PROPOSTA SUL CONFLITTO DI INTERESSI FOSSE GIÀ LEGGE IL CASO GUIDI AVREBBE POTUTO ESSERE EVITATO?
R.
Non sono sicuro al 100%. Sicuramente l'Autorità preposta avrebbe avuto molti più elementi sul profilo della ex ministra Guidi. La proposta di legge infatti prevede una più severa procedura dichiarativa non solo per i membri del governo, ma anche per i loro parenti e per i loro conviventi.

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