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CASO KAZAKHSTAN, LETTA AL SENATO: CHIEDO NUOVO ATTO DI FIDUCIA AL GOVERNO

GOVERNO,LE PAROLE DELLA CRISI 19 luglio 2013

CASO KAZAKHSTAN, LE PAROLE DI LETTA

foto La Presse

Per approfondire:

- Il testo integrale del discorso del premier

- Kazakhstan, i consigli di Viaggiare Sicuri: attenti a buttare cicche per terra

(Public Policy) - Roma, 19 lug - "Il voto che vi chiedo oggi
non è solo un no alla mozione di sfiducia presentata dai
colleghi del M5s, che rispetto, fa parte della dialettica
parlamentare. Oggi chiedo un nuovo atto di fiducia al
Governo". Con queste parole il presidente del Consiglio
Enrico Letta si è rivolto in aula al Senato ai senatori, nel
suo intervento dopo la discussione sulla mozione di sfiducia
al ministro dell'Interno Angelino Alfano, sul caso
dell'espulsione della moglie e della figlia del dissidente
kazako Ablyanov.

"Ho voluto prendere la parola, prassi rara in caso di
sfiducia individuale, per due ragioni", ha esordito Letta.
"La prima è legata al mio ruolo di capo del Governo, un
compito che fin dall'inizio ho inteso come un atto di
servizio al Paese. La seconda motivazione attiene alla
natura parlamentare del Governo, che nasce nelle sedi più
alte e nobili della sovranità popolare della nazione, la
Camera e il Senato".

L'espulsione della signora Alma Shalabayeva e della sua
bambina, ha dichiarato il presidente del Consiglio,
ricordando anche quanto detto ieri da Napolitano "è per
l'Italia motivo di imbarazzo e discredito. Da questo
imbarazzo e discredito il campo va sgomberato. Per farlo
abbiamo scelto la linea della 'total disclosure',
trasparenza totale".

Per questo, ha proseguito Letta, "abbiamo aperto
un'indagine interna agli organi del governo per ricostruire
i fatti e evidenziare tutti i profili di criticità".

Dall'indagine, ha dichiarato "è scaturito
inequivocabilmente quanto comunicato il 12 luglio insieme
alla revoca del provvedimento di espulsione: l'esistenza e
l'andamento delle procedure di espulsione non erano state in
alcun modo comunicate ai vertici del Governo".

Poi Letta ha parlato della seconda indagine richiesta dal
ministro dell'Interno al capo della Polizia entrato in
carica successivamente agli eventi. "Il 16 luglio i
risultati di quell'indagine, non appena acquisiti dal
Governo, sono stati ufficialmente comunicati dal ministro
dell'Interno al Senato e alla Camera", perchè, ha detto
Letta, "abbiamo voluto attenerci al principio per il quale
tutto ciò che conosciamo noi deve conoscerlo anche il
Parlamento".

La relazione del prefetto Alessandro Pansa, ribadisce poi il capo
dell'Esecutivo, "è approfondita, corretta e non fa sconti. Ne
escono ricostruiti fatti che ci lasciano attoniti non tollerabili
nell'Italia del 2013, in maggior ragione perché riguardano
una donna e una bambina".

In relazione ai fatti accertati, ha aggiunto poi Letta,
"esce confermato in modo inoppugnabile il mancato
coinvolgimento dei vertici del Governo, ed emerge in modo
chiaro l'estraneità del ministro dell'Interno
sull'accaduto".

C'è chi ha parlato di "responsabilità oggettiva" sui limiti
e la correttezza di tale responsabilità, ricorda Letta, che
su questo rimanda alle parole "chiare e inequivocabili di
ieri del capo dello Stato".

Sui fatti che "lasciano attoniti", Letta ha dichiarato di
"voler confermare che non abbiamo intenzione di mollare la
presa nel cercare di delineare i contorni di azioni e
omissioni ormai accertate, ma delle quali appaiono ancora
oscure motivazioni".

Letta ha definito "inaudito" il comportamento
dell'ambasciatore del Kazakhstan, e si è chiesto come si sia
potuto agire "senza la cautela che un caso del genere
palesemente richiedeva, senza aver preso il tempo necessario
per approfondire l'esatta condizione di una donna e di una
bambina senza porsi alcuna domanda sull'inusuale
disponibilità di un volo privato per il loro rimpatrio".

Il Governo, oltre a tutto ciò che è stato fatto, "ha
intenzione di continuare ad agire per fare chiarezza. A
livello internazionale proseguiremo nella verifica delle
condizioni di soggiorno in Kazakhstan della signora
Shalabayeva, ieri stesso il viceambasciatore italiano ad
Astana ha visitato la signora e la figlia", ha riferito il
presidente del Consiglio, che ha ricordato anche "l'attività
costante del ministro degli Esteri Emma Bonino, protagonista
costante di tante battaglie per i diritti umani, e la cui
condotta anche in questo caso è assolutamente coerente con i
princìpi che hanno sempre ispirato la sua azione".

CASO KAZAKHSTAN, RESPINTA LA MOZIONE CONTRO ALFANO: 226 CONTRARI

(Public Policy) - Roma, 19 lug - 55 favorevoli, 226
contrari, 13 astenuti: non passa la mozione di sfiducia
presentata dal M5s insieme a Sel al Senato nei confronti del
ministro Angelino Alfano, in merito alla vicenda
dell'estradizione da parte dell'Italia verso il Kazakhstan
della moglie e della figlia del dissidente kazako Mukhtar
Ablyazov. (Public Policy)

LEP-GAV

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