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CASO KAZAKHSTAN, MOZIONE M5S-SEL: ALFANO SI DIMETTA, HA OMESSO DI VIGILARE

16 luglio 2013

CASO KAZAKHSTAN, MOZIONE M5S-SEL: ALFANO SI DIMETTA, HA OMESSO DI VIGILARE

(Public Policy) - Roma, 16 lug - "È davvero credibile che
nessun vertice governativo sia stato informato"
dell'estradizione da parte dell'Italia in Kazakhstan della
figlia e della moglie del più noto dissidente kazako? "Se
realmente il ministro degli Interni non ne era a conoscenza,
allora ha omesso di vigilare sull'esistenza e sull'operato
di una 'polizia parallela' che agiva con atti di forte
rilievo. [...] Per questi motivi (l'assemblea della Camera;
Ndr) esprime la propria sfiducia al ministro dell'Interno
Angelino Alfano e lo impegna a rassegnare le proprie
dimissioni".

Questa la richiesta contenuta nella mozione di sfiducia
presentata a Montecitorio in merito all'estradizione da
parte dell'Italia in Kazakhstan della figlia e della moglie
di Mukhtar Ablyazov. Primi due firmatari della mozione:
Riccardo Nuti e Gennaro Migliore, rispettivamente capigruppo
alla Camera del Movimento 5 stelle e di Sel.

La mozione ripercorre la vicenda del rimpatrio di Alma
Shalabayeva (e di sua figlia) avvenuto nella notte tra il 29
e il 30 maggio 2013, quando - si legge nella mozione - "una
cinquantina di uomini delle forze di Polizia facevano
irruzione in una villetta a Casal Palocco, alla ricerca,
secondo quanto si è successivamente appreso, di Mukhtar
Ablyazov, uomo d'affari, oppositore e rifugiato politico
kazako, in esilio a Londra dal 2009. In sua assenza,
prelevavano sua moglie e sua figlia di 6 anni e le
conducevano presso il Centro di identificazione e espulsione
(Cie; Ndr) di Ponte Galeria, sulla base della presunta
circostanza della mancanza di documenti legali di soggiorno;
dopo un giorno di permanenza nel Cie, sia la donna sia la
bambina sono state espulse".

"In occasione del blitz a Casal Palocco - si legge - è
stata organizzata una sorta di ingente squadra speciale
'interforze' di decine di agenti [...] cosa di cui non si
comprende né la ragione logistica né la strutturazione in
catena di comando".Secondo i firmatari,
"esiste il rischio molto concreto che la signora Shalabayeva
possa subire nel suo paese trattamenti disumani".

E proseguono: "è risaputo, infatti, che in Kazakhstan sono
violati i diritti umani, situazione che emerge con chiarezza
anche dall'ultimo rapporto di Amnesty International che
evidenzia che le pratiche di tortura e le sevizie sono
regolarmente perpetuate sugli oppositori e dissidenti kazaki
da parte delle forze di polizia e di sicurezza".

"In un paese democratico - continuano i deputati - il
garante politico delle forze di Polizia è il ministro degli
Interni
", ma se operazioni del genere (come quelle del caso
Shalabayeva) "possono avvenire senza conoscenza diretta del
ministro, ciò implicherebbe l'esistenza di strutture di
'polizia parallela' su cui il ministro ha omesso gravemente
di vigilare". Per i deputati del M5s e di Sel la procedura
di espulsione "appare gravemente viziata sotto il profilo
costituzionale, normativo oltreché sotto quello politico,
stante un possibile - ancorché ignoto - accordo
intergovernativo volto al rimpatrio forzoso summenzionato".

In conclusione la mozione ricorda il contenuto
dell'articolo 10 della Costituzione: "Lo straniero, al quale
sia impedito nel suo Paese l'effettivo esercizio delle
libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana,
ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo
le condizioni stabilite dalla legge".

Per i firmatari "le violazioni di norme ordinarie e
costituzionali che, peraltro, rischiano di compromettere la
vita di un essere umano, non consentono la permanenza del
ministro dell'Interno nella compagine governativa
". (Public
Policy)

SOR

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