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CASO KAZAKHSTAN, PANSA: NON È STATA SALTATA NESSUNA PROCEDURA

caso kazakhstan, interrogazione sel: alfano sapeva tutto 17 luglio 2013

CASO KAZAKHSTAN, PANSA: NON È STATA SALTATA NESSUNA PROCEDURA

nella foto: la capitale del Kazakhstan, Astana

(Public Policy) - Roma, 17 lug - Il capo della Polizia
Alessandro Pansa, nel corso dell'audizione al Senato, ha
sottolineato che nel caso Shalabayeva "non è stata saltata
nessuna procedura". "Le procedure per arresto - ha ricordato
Pansa - sono in esecuzione di provvedimenti, anche di
ricerche, che vengono effettuati attraverso i canali di
polizia e solo la convalida dell'arresto investe l'autorità
giudiziaria, anche se si tratta di provvedimenti a carattere
internazionale. In questo caso c'erano delle ricerche fatte
attraverso il sistema Interpol, organismo internazionale cui
fanno capo 190 Paesi, che proprio per questo motivo, per
rendere veloce l'esecuzione dei provvedimenti, mette a
disposizione tutte le informazioni dei 190 Paesi che vengono
immediatamente eseguite".

"Le convalide degli arresti - ha aggiunto Pansa - mettono
in moto poi tutte le procedure di arresto provvisorio ai
fini estradizionali, che fa l'autorità giudiziaria e la
Corte di appello, poi c'è l'estradizione che è un atto del
Governo. Quindi non è stata saltata nessuna procedura per
quel che riguarda la modalità di intervento in ordine alla
ricerche. Voglio precisare che l'Interpol è un sistema di
comunicazione che per statuto, per suo ordinamento e per
accordi internazionali che noi abbiamo sottoscritto non
inserisce nei bollettini delle ricerche rifugiati, ricercati
per motivi politici, asilanti. Nel momento che vengono
inseriti non mi posso porre il dubbio se è un asilante o
meno perché il bollettino delle ricerche per statuto viene
diramato nei confronti di persone che non hanno queste
caratteristiche".

CASO KAZAKHSTAN, PANSA: AVVOCATI HANNO AVUTO ACCESSO AGLI ATTI

(Public Policy) - Roma, 17 lug - Sugli accessi agli atti
dell'espulsione di Alma Shalabaieva, breve botta e risposta
tra il capo della Polizia, Alessandro Pansa, e il presidente
della Commissione diritti umani del Senato, Luigi Manconi,
nel corso dell'audizione al Senato.

"In effetti - ha detto Pansa rispondendo alle domande dei
senatori - io pure ho letto, e ho immediatamente accertato
se fosse vero o meno, da una agenzia stampa che l'avvocato
Polito ha dichiarato 'non abbiamo avuto un vero accesso agli
atti e questo è un fatto grave'. Quindi ho verificato e mi è
stato fornito un verbale di accesso agli atti e di consegna
della documentazione del giorno 10 luglio fatto da agenti di
polizia e sottoscritto dagli avvocati Filippo Mussi del Foro
di Roma e Federico Olivo, in cui hanno avuto accesso agli
atti, hanno chiesto degli estratti di copia e ne hanno
pagato anche la tassa dovuta. Quindi non è possibile che non
hanno avuto accesso agli atti".

A questo punto è intervenuto il presidente della
Commissione diritti umani, Luigi Manconi, che ha ricordato
che nell'audizione di ieri "si è parlato di un parziale
accesso agli atti e si è precisato che una volta giunta agli
avvocati la documentazione della revoca del provvedimento di
espulsione, nello stesso documento in cui si comunicava la
revoca si dichiarava decaduta la necessità di trasmettere
altri atti in quanto il provvedimento di espulsione era
stato revocato. Quindi - ha detto Manconi - pare accertato,
fino a prova contraria che ci sia stato un accesso agli
atti, ma parziale".

Controreplica di Pansa: "Nel fax inviato - ha detto il
prefetto - si chiude dicendo 'questo ufficio rimane a
disposizione per qualsiasi ulteriore esigenza'. Infatti, il
lunedì 15, alle ore 9,15, il dottor Borgioni, vicequestore
aggiunto, ha contattato lo studio telefonico Cerulli,
sentendo personalmente il professore" per chiedere "se
avesse bisogno ancora dell'incontro per il quale doveva
consegnare la documentazione". Per l'avvocato, la vicenda
"si poteva dichiarare conclusa" e quindi la sua risposta è
stata che "non aveva altro da richiedere all'ufficio
immigrazione".

CASO KAZAKHSTAN, PANSA: A GABINETTO MINISTRO NO INFORMAZIONI SU ESPULSIONE

(Public Policy) - Roma, 17 lug - Nel corso dell'audizione al
Senato il capo della Polizia, Alessandro Pansa, ha riferito
che al gabinetto del ministro non sarebbe state fornite
indicazioni sulla espulsione di Alma Shalabayeva.

"A me non risulta - ha premesso Pansa - che prima del
giorno 1 di giugno il ministro Alfano e il ministro Bonino
sapessero della espulsione della signora Shalabayeva. Da
quella che io so, ho fatto accertamenti sul dipartimento
della pubblica sicurezza, al gabinetto del ministro che
avrebbe dovuto informare il ministro, sono state fornite
informazioni solo in ordine alla ricerca e al mancato
rintraccio del latitante, non è stata fornita, per
distrazione o per errore, questo - ha detto Pansa - è un
fatto che avrà delle sue conseguenze di tipo amministrativo,
l'informazione della espulsione".

CASO KAZAKHSTAN, PANSA: PRESENZA MASSICCIA AUTORITÀ KAZAKE INFLUITO SU VICENDA

(Public Policy) - Roma, 17 lug - Nel corso dell'audizione in
Senato, il capo della Polizia Alessandro Pansa, rispondendo
alle domande dei senatori, ha ricordato che nella sua
relazione aveva stigmatizzato la presenza "massiccia" delle
autorità kazake nei tre giorni che hanno preceduto
l'espulsione di Alma Shalabayeva.

"Il fatto che un diplomatico attivi direttamente un organo
dell'Esecutivo, lui voleva parlare con il ministro ma non
c'è riuscito poi ha parlato con il gabinetto del ministro
che ha messo in moto una macchina, ma nel frattempo, in
attesa di poter avere un contatto con il ministero
dell'Interno già si era recato in Questura a formulare una
sorta di denuncia, di un latitante, fornendo tutte le
indicazioni, rientra a mio avviso in uno schema di totale
normalità".

"Capita anche altre volte - ha spiegato Pansa - che
autorità diplomatiche si rendano parte attiva, come facciamo
anche noi alcune volte all'estero, sollecitando i nostri
diplomatici affinché facciano pervenire nella maniera più
veloce e diretta le informazioni alle autorità di quel luogo
per eseguire provvedimenti".

"L'ho detto chiaramente nella relazione - ha ricordato il
prefetto - per tutti i tre giorni, per tutta l'attività che
è stata svolta e non solo quella di ricerca del latitante ma
anche quella più burocratica di un procedimento
amministrativo di espulsione, c'è stata una presenza direi
massiccia, o prolungata negli uffici di Polizia delle
autorità kazake e questo, secondo me, è stato il difetto per
il quale la vicenda non è stata gestita correttamente e che
ho stigmatizato nella relazione. C'è una disfunzione del
sistema non ci sono responsabilità; tutto questo può essere
addebitato ad una superficialità della gestione della
vicenda ma il dato essenziale, che purtroppo è quello che
poi ha determinato anche l'espulsione della signora con la
sua figliola, è che in nessun momento, pure gli avvocati che
sono stati sempre presenti non hanno mai detto: guardate che
il marito della signora è un perseguitato politico".

CASO KAZAKHSTAN, PANSA: DOCUMENTO PRESENTATO IERI PIÙ CHE ESAUSTIVO

(Public Policy) - Roma, 17 lug - Il documento consegnato
ieri al ministro Alfano sul caso Kazakhstan "è più che
esaustivo. Non posso aggiungere altro se non rispondere a
tutte le domande". Lo ha detto il Capo della Polizia, il
prefetto Alessandro Pansa, iniziando la sua audizione nella
commissione per i Diritti umani del Senato.

L'intervento di Pansa era stata preceduto dall'introduzione
del presidente della commissione Luigi Manconi che aveva
chiesto a Pansa se volesse "aggiungere qualcosa o ulteriori
informazioni acquisite o dettagli, non sufficientemente
evidenziati" ad integrazione della sua relazione. Sono in
corso le domande da parte dei componenti della commissione.
(Public Policy)

EPA

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