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CASO KAZAKHSTAN, UNA PARTE DEI SENATORI PD VUOLE LE DIMISSIONI DI ALFANO

17 luglio 2013

CHI, NEL PD, VUOLE LE DIMISSIONI DI ALFANO?

(Public Policy) - Roma, 17 lug - Acque sempre più agitate
nel Pd sulla mozione di sfiducia al ministro dell'Interno
Angelino Alfano. Già questa mattina, da Palazzo Madama, la
componente renziana aveva lanciato un segnale, chiedendo un
passo indietro del ministro. "L'ammissione del capo di
gabinetto Procaccini (Giuseppe, capo di gabinetto
dimissionario del Viminale; Ndr) - aveva sottolineato il
senatore democratico Andrea Marcucci - rende la posizione di
Alfano ancora più difficile. C'è ancora tempo per un passo
indietro del ministro dell'Interno, mi auguro avvenga al più
presto. Su una vicenda così delicata non possiamo
permetterci alcuna zona d'ombra".

Per ribadire con forza il concetto, nel primo pomeriggio è
scesa in campo una parte dei senatori del gruppo Pd: "La
posizione del ministro Alfano - hanno spiegato - è
oggettivamente indifendibile. Chiederemo al Pd, nella
riunione dei gruppi di domani, di sostenere la richiesta di
dimissioni del ministro. Il passo indietro di Alfano serve
per restituire al governo la necessaria credibilità sul
piano internazionale e nazionale".

A guidare la pattuglia è il vicecapogruppo del Pd a Palazzo
Madama Stefano Lepri; l'appello è stato sottoscritto dai
senatori Roberto Cociancich, Andrea Marcucci, Rosa Maria Di
Giorgi, Laura Cantini, Stefano Collina, Vincenzo Cuomo,
Isabella De Monte, Mauro Del Barba, Nicoletta Favero, Nadia
Ginetti, Mario Morgoni e Venera Padua.

"La leggerezza che ha portato alla consegna della signora
Shalabayeva e di sua figlia alle autorità di un Paese
autoritario - spiegano i senatori - non è ammissibile. Siamo
preoccupati per la loro sorte e per l'immagine che abbiamo
dato al mondo, ovvero quella di uno Stato dove si possono
calpestare i diritti umani, ad insaputa del governo. Inoltre
il precedente che ha portato al passo indietro di Josefa
Idem rende le dimissioni di Alfano scontate. Il Pd le chieda
ufficialmente, senza incomprensibili timori reverenziali".

Ma non sono gli unici ad avere perplessità sul caso, questa
mattina dubbi sulla relazione di ieri di Angelino Alfano
alla Camera sono giunti anche dal senatore Felice Casson.
L'assemblea dei parlamentari con il segretario nazionale del
partito Guglielmo Epifani, prevista per oggi, poi slittata a
domani (ma non ancora ufficialmente fissata), si preannuncia
dunque movimentata.

CASO KAZAKHSTAN, FINOCCHIARO: ALFANO RIMETTA LA DELEGA

(Public Policy) - Roma, 17 lug - Anche per la senatrice del
Pd Anna Finocchiaro, presidente della commissione Affari
costituzionali del Senato, il ministro Alfano dovrebbe
rimettere la sua delega, un "gesto responsabile che
rafforzerebbe il Governo". "Io credo che la posizione del
ministro Alfano - premette Finocchiaro - sia molto
difficile. Ieri in Senato abbiamo ascoltato le sue parole".

"Ma oggi abbiamo letto sui giornali altre parole che non sono
esattamente in sintonia con le sue. La vicenda che riguarda
la signora Shalabayeva e sua figlia costituisce un fatto
gravissimo che ha visto il nostro Paese violare princìpi e
regole del diritto internazionale e ledere diritti
inviolabili delle persone".

"È necessario che il Governo non archivi la questione -
sottolinea la senatrice del Pd - perchè su fatti di tal
natura, in un Paese democratico, serve la massima
trasparenza. Serve eliminare ogni zona grigia per ciò che
riguarda le responsabilità e la catena di comando che ha
gestito la vicenda. E questo serve non per ragioni di parte
ma per mantenere intatta la credibilità delle istituzioni e
del nostro Governo. Da questo punto di vista ritengo che
sarebbe un atto di responsabilità istituzionale se il
ministro Alfano rimettesse la sua delega nelle mani del
presidente del Consiglio".

"Questo permetterebbe di cancellare ulteriori difficoltà e
imbarazzi al Governo che ha la necessità di imprimere alla
sua azione quell'incisività che le difficoltà economiche e
la necessità di riforme importanti impongono. Il Governo
Letta è una necessità e può essere una opportunità per la
nostra ripresa. Ma per fare questo - osserva Finocchiaro -
serve quella limpidezza, quella trasparenza e quella
serenità che non può essere messa in discussione da coni
d'ombra. Il Pd è un sostenitore convinto di questo Governo e
io credo che una scelta responsabile da parte di Alfano
costituirebbe un gesto che rafforzerebbe l'azione,
l'immagine e l'autorevolezza dell'Esecutivo". (Public Policy)

EPA

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