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CASSAZIONE, ECCO COSA CHIEDONO I SEI REFERENDUM RADICALI

10 aprile 2013

ELEZIONI LAZIO, ROSSODIVITA (RADICALI): "CONFIDIAMO NEL TAR"

(Public Policy) - Roma, 10 apr - Sei quesiti referendari ed
alcune proposte di legge di iniziativa popolare:
dall'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti,
passando dalla libertà di scelta nella destinazione
dell'otto per mille, l'immigrazione, la decarcerizzazione
delle violazioni della normativa sugli stupefacenti fino al
divorzio breve.

Questa mattina su iniziativa del movimento Radicali
italiani i sei referendum sono stati depositati in Corte di
Cassazione e nel frattempo il partito guidato da Marco
Pannella ha lanciato il sito "Iosostengo.it", per
sottoscrivere le proposte radicali.

La delegazione di firmatari è guidata da Marco Pannella
insieme con Mario Staderini e Michele De Lucia,
rispettivamente segretario e tesoriere di Radicali italiani,
Filomena Gallo, segretaria dell'associazione Luca Coscioni,
Rita Bernardini e Marco Perduca, già parlamentari radicali,
e Gianfranco Spadaccia.

FINANZIAMENTO PUBBLICO
Il testo referendario interviene sulla legge 96 del luglio
2012 che ha creato un fondo unico per finanziamento pubblico
e rimborso delle spese elettorali (70% del totale) e un
altro per il cofinanziamento dello Stato in aggiunta alle
donazione private (30%).

I Radicali chiedono l'abrogazione dell'intero meccanismo e
quindi di tutte e tre le tipologie di contributi. Si
mantiene invece la disposizione che riguarda le detrazioni
per le erogazioni liberali.

OTTO PER MILLE
Con il referendum viene abrogata la disposizione (articolo
47 della legge 222 del 20 maggio 1985) che prevede che anche
l'8x1000 di chi non esprime alcuna indicazione venga
ripartito tra le confessioni religiose. La quota relativa
alle scelte non espresse (attualmente più del 50% del
totale, circa 600 milioni di euro l'anno) rimarrebbe in capo
al bilancio generale dello Stato anziché essere ripartita in
favore soprattutto (al 90%) della Conferenza episcopale
italiana.

IMMIGRAZIONE
Per questo tema sono stati presentati due quesiti
referendari. Il primo cancella l'articolo 14 del Testo unico
sull'immigrazione (del 1998), la parte della normativa che
dispone la possibilità di prorogare il trattenimento degli
immigrati irregolari nei Cie (Centro di identificazione ed
espulsione) oltre il termine di 60 giorni, "sufficienti -
scrivono i Radicali - nella maggior parte dei casi a
comprendere se l'identificazione è realmente possibile".

Il secondo quesito prevede l'abrogazione degli articoli 4
bis e 5 bis del Testo unico sull'immigrazione, entrambi
incidenti sul permesso di soggiorno perché legano la
possibilità di restare nel nostro Paese alla stipula di un
contratto di lavoro.

DROGHE
Se vincesse il referendum, verrebbe cancellata per tutte le
violazioni che riguardano fatti di lieve entità (previsti
dalla normativa sugli stupefacenti) la pena detentiva,
mentre rimarrebbe la sanzione pecuniaria della multa da 3
mila a 26 mila euro.

DIVORZIO BREVE
L'ultimo quesito presentato dai Radicali elimina i tre anni
di separazione obbligatoria prima di chiedere il divorzio.
Infatti, nel nostro Paese per presentare la domanda di
scioglimento o di cessazione degli effetti civili del
matrimonio, le separazioni devono essersi protratte
ininterrottamente da almeno tre anni.

Secondo i Radicali l'abrogazione della legge 898 del 1°
dicembre 1970 "ridurrebbe il carico giudiziario e sociale
connesso alla durata dei procedimenti di divorzio".

PROPOSTE DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE
"Sono in arrivo - scrivono i Radicali - anche le proposte
di legge d'iniziativa popolare", tra i quali: Riforma
elettorale uninominale maggioritaria, coltivazione della
cannabis e legalizzazione, abolizione del quorum per il
referendum e separazione tra banche e fondazioni. (Public
Policy)

SOR

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