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CENSIS: IN 5 ANNI TRIPLICATE LE NASCITE DA PROCREAZIONE ASSISTITA

27 novembre 2012

(Public Policy) - Roma, 27 nov - È aumentato del 62,8% in
cinque anni il numero delle donne trattate per la
procreazione medicalmente assistita, passando da 27.254 a
44.365 tra il 2005 e il 2010. Ed è quasi triplicato il
numero di bambini nati grazie a queste tecniche, passando da
3.385 a 9.286 (+174,3%).

Lo dice un'indagine del Censis. Si registra una crescita dei
tassi di successo (è passata dal 22,9% al 24,7% la percentuale
di gravidanze rispetto al totale delle pazienti trattate),
una riduzione dei parti plurimi (dal 24,3% al 22,3%) e degli
esiti negativi, come aborti spontanei, morti intrauterine e
gravidanze ectopiche (dal 26,4% al 24%).

Dall'indagine del Centro studi investimenti sociali emerge
che il 69,1% degli italiani è favorevole alla procreazione
medicalmente assistita (cioè l'insieme di tecniche ormonali,
farmacologiche e chirurgiche alle quali si può ricorrere nei
casi di problemi di fertilità o sterilità), il 17,2% ritiene
invece che debba essere vietata, il 13,7% non ha un'opinione
in proposito.

A fronte di un consenso così ampio sulla fecondazione
omologa, quando si parla di fecondazione eterologa (cioè il
caso in cui i gameti uniti artificialmente appartengano a un
donatore) la quota dei favorevoli si riduce al 50,5% e il
30,2% non approva il ricorso a questa tecnica di
fecondazione artificiale. Sulla diagnosi pre-impianto
dell'embrione è d'accordo il 52,3%, mentre il 26,5% non è
favorevole.

Forte è il disaccordo rispetto alla possibilità di
scegliere il sesso del nascituro (75,9%): solo l'8,2%
ritiene che debba essere consentita e il 15,9% non sa
esprimere un'opinione al riguardo.

I pareri favorevoli sulla
procreazione medicalmente assistita sono maggiori tra le
persone con un titolo di studio più elevato, che hanno la
possibilità di accedere a un numero maggiore di informazioni
sul tema. L'81,7% dei laureati è favorevole contro il 33,3%
di chi ha solo la licenza elementare.

Tra le questioni di bioetica più discusse c'è anche
l'utilizzo delle cellule staminali embrionali per fini
terapeutici. Il 78,2% degli italiani è favorevole, solo
l'8,1% ritiene che questa tecnica debba essere vietata, il
13,7% non ha un'opinione in merito. Le persone favorevoli
sono più numerose ancora una volta tra i laureati (si sale
all'89,3%) che non tra i soggetti meno scolarizzati (50,6%).

Rispetto all'interruzione della gravidanza mediante
l'aborto o attraverso il ricorso alla pillola abortiva (la
Ru486), il 60% (54% per la pillola abortiva) degli italiani
è favorevole e il 26% (29% per la Ru486) contrario.

All'aumentare dell'età crescono i pareri negativi: il 33,7%
degli over 65, contro solo il 17,7% dei giovani di 18-29
anni, nega la legittimità del ricorso all'aborto. E il 36,6%
degli anziani non è favorevole alla pillola abortiva, mentre
tra i giovani la percentuale di chi ritiene che ne debba
essere vietato l'utilizzo scende al 20,5%.

La ricerca del Censis è presentata oggi a Roma alle 17.00
alla Fondazione Civita nell'ambito dell'incontro "Umanesimo
femminile nell'esperienza professionale di Isabella Coghi".
Intervengono, tra gli altri, Giuseppe De Rita, presidente
del Censis, Carla Collicelli, vicedirettore del Censis,
Ketty Vaccaro, responsabile del settore Welfare del Censis,
e il ministro della Salute Renato Balduzzi. (Public Policy)

SPE

 

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