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Ddl Cinema, i possibili ritocchi: dal Fondo alle multisale

cinema 19 aprile 2016

di Fabio Napoli

ROMA (Public Policy) - "Il provvedimento in esame non affronta il tema della creazione di un Centro nazionale di cinematografia. Tale organismo avrebbe dovuto distribuire le risorse e agire in maniera autonoma, sul modello francese".

Lo ha osservato la senatrice Pd Rosa Maria Di Giorgi, relatrice del ddl Cinema, nel corso dell'illustrazione del provvedimento del governo in materia, in commissione Istruzione.

Per Di Giorgi, come emerge dai resoconti, "l'assenza di tale soggetto rappresenta l'elemento di maggiore insoddisfazione nel testo governativo", per questo "si potrebbe valutare la possibilità di istituire una Agenzia indipendente o un organismo simile al Consiglio superiore dei beni culturali e paesaggistici".

Nel corso dell'illustrazione del provvedimento collegato all'ultima legge di Stabilità, sono emersi anche altri spunti del ddl che potrebbero essere ritoccati. Per esempio sui contributi selettivi a sostegno del settore, che secondo il ddl non potranno essere superiori al 15% del Fondo per il cinema e l'audiovisivo, Di Giorgi ha ipotizzato un innalzamento di "tale percentuale che rischia di essere poco significativa".

Sulla valorizzazione delle sale cinematografiche, con uno stanziamento ad hoc di 90 milioni di euro per il triennio 2017-2019, la relatrice ha ipotizzato "un allungamento dei tempi". Inoltre la relatrice ha evidenziato la necessità di "favorire le multisale, anche piccole, come richiesto dagli esercenti, per un profilo di sostenibilità economica. Potrebbe essere peraltro utile - ha aggiunto - anche sviluppare sale multifunzionali che danno maggiori opportunità".

Sulla delega per la riorganizzazione dello spettacolo dal vivo, Di Giorgi ha sottolineato "la necessità di una maggiore riflessione sul comparto, tanto più che esso coinvolge le fondazioni lirico-sinfoniche, il teatro, la prosa, la danza, gli spettacoli viaggianti, la musica e le attività circensi".

Sul punto la relatrice ha poi evidenziato la necessità di "tempi più lunghi data l'ampiezza dell'argomento". Infine, per la relatrice, le definizioni contenute nel ddl "andranno ulteriormente specificate". (Public Policy)

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