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Civati: ecco la mia proposta sul conflitto d'interessi /Intervista

civati 12 dicembre 2013

ROMA (Public Policy) - (di Sabrina Fantauzzi) Legge su conflitto d'interesse, moralizzazione della politica, stipendi della Pubblica amministrazione, nuova legge contro la corruzione: sono questi i temi che il deputato del Pd Pippo Civati, candidato alle ultime primarie, affronterà domenica nella prima assemblea del partito quando verrà ufficializzata la vittoria di Matteo Renzi.

Interpellato da Public Policy sulla proposta di legge "Norme in materia di prevenzione dei conflitti d'interessi dei parlamentari e dei titolari di cariche di Governo" Civati anticipa i punti che andrà a toccare. "La proposta ha avuto un iter di presentazione piuttosto complicato. Abbiamo dovuto affrontare sei passaggi preliminari. Ci siamo avvalsi della consulenza del costituzionalista Andrea Pertici che si è sempre occupato di questa materia e che ha fatto un lavoro molto approfondito tenendo conto della pubblicistica in materia".

Nessun riferimento alla ipotetica e potenziale candidatura di Marina Berlusconi? "No - replica - non riguarda solo lei. Purtroppo l'Italia è piena di conflitti d'interesse. Certo è curioso che nessuno se ne sia più occupato, anche nel mio partito".

E secondo Civati questo è il momento più adatto per affrontare l'argomento: "Domenica, all'assemblea del Pd, voglio dare un forte segnale sul quale vorrei andare avanti per un po' di tempo. Mi pare assurdo che di fronte alla crisi che c'è nel Paese, in ultimo la protesta dei forconi, da parte di Letta non ci siano state risposte adeguate. E neppure da parte di Renzi".

Sul peso che la sua componente ha sugli equilibri del governo, Civati getta acqua sul fuoco: "Non faccio cadere il governo perché sarei uno stupido. È vero, sette persone possono essere decisive, ma mi auguro che ci sia rispetto per le minoranze, rispetto per il passato. Io mi aspetto che sia apra un dibattito sulla corruzione, sugli stipendi della pubblica amministrazione, sui costi della politica, sul bisogno di moralizzazione della vita politica che attraversa l'Italia".

"Qualcuno - ribadisce - mi deve dire perché io con il mio stipendio devo finanziare il Pd e il parlamentare di Roma e quello di Bolzano hanno la stessa diaria. Parliamone di queste cose. Sul Mattarellum ho detto e continuo a dire che il Pd si sbaglia e continua a sbagliare. Ha ragione chi dice che non ci sono più alibi. Ma non ci sono più alibi anche per chi lo dice. Poi è anche vero che il risultato di Renzi è stato a tutto tondo. Lui ha bisogno di stare fuori dal palazzo per evitare di essere schiacciato".

Nessun imbarazzo per il doppio ruolo che Renzi svolge come sindaco e segretario del maggiore partito azionista di governo? "Anzi - risponde Civati - ha detto che si ricandida per il secondo mandato. Il problema non è etico, quanto lavorativo: penso sia un po' difficile fare le due cose contemporaneamente". Quanto pesa la questione morale dentro il Pd? "Io insisto sulla moralità: ci vogliono segnali. Facendo un certo tipo di scelte. Magari chissà due o tre forconi si abbassano. Le cose si cambiano, cambiandole".(Public Policy)

SAF

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