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La bicitax? È stato un errore

bicicletta 30 novembre 2015

ROMA (Public Policy) -  "Bollo sulle biciclette? Se così fosse straccerei l'emendamento io stesso in un nanosecondo. La verità è che l'emendamento è scritto male, per questo presenterò presto un testo 2 per chiarire meglio quali erano le intenzioni, ovvero una misura per il contrasto dei furti di biciclette". A dirlo a Public Policy è stato Marco Filippi, capogruppo Pd in commissione Lavori pubblici del Senato, firmatario unico dell'emendamento al ddl delega di riforma del codice della strada che ha suscitato le proteste dei cicloattivisti.

L'emendamento - come anticipato da Public Policy - propone una puntuale definizione, nella classificazione dei veicoli, delle biciclette e delle motoslitte "attraverso un'idonea tariffa per i proprietari". Per quanto riguarda le bici l'attuale formulazione dell'emendamento specifica che la misura riguarda le "biciclette" e i "veicoli a pedali adibiti al trasporto, pubblico e privato, di merci e di persone, individuando criteri e modalità d'identificazione delle biciclette stesse nel sistema informativo del Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale". Una definizione che secondo i cicloattivisti poteva aprire al bollo e alla targa obbligatoria per le biciclette. Per protestare, in queste ore, è quindi partita una campagna Twitter e una petizione online su www.change.org per chiedere il ritiro dell'emendamento.

"Per cominciare, l'emendamento è scritto male - ha iniziato a spiegare Filippi - Poi vorrei precisare che l'emendamento mi è arrivato dal gruppo Pd della Camera, non sono riuscito a capire per quale ragioni, forse perché all'altro ramo del Parlamento è stato respinto. Ad ogni modo escludo che il testo ci sia stato passato da qualche rappresentante di interessi".

Il capogruppo Pd in commissione Lavori pubblici del Senato, dopo aver ammesso che il testo è stato scritto male, ha quindi spiegato cosa conterrà la riformulazione del suo emendamento: "il nuovo testo prevederà un sistema di identificazione delle biciclette facoltativo. Poi conterrà una precisazione perché con il mio emendamento non intendevo aprire ad una targa per le bici ma ad un codice identificativo sul telaio per contrastarne il furto, quindi una misura a favore dei ciclisti. Per tariffa - ha poi aggiunto - non intendevo un bollo ma un compenso che chi sceglierà di rendere identificabile la sua bici dovrà pagare, visto che un servizio del genere ha un costo". Per esempio, quindi, chi comprerà una nuova bici potrà scegliere di renderla identificabile per contrastare eventuali furti futuri. "Immagino un registro nazionale delle biciclette - ha precisato Filippi - perché uno locale non impedirebbe a un ladro che ruba una bici a Pisa di farla andare in un'altra città". Tra le altre cose in uno dei criteri dei delega poi bocciato dalla Bilancio era già presente un norma che ipotizzava un sistema di riconoscimento facoltativo delle bici.

Storia diversa per i risciò, per cui - secondo la nuova versione dell'emendamento - la registrazione sarà obbligatoria: "anche in questo caso c'è stato un fraintendimento perché il testo è finalizzato solo ed esclusivamente ad attività commerciali. Un settore questo che è sempre più oggetto di ordinanze comunali e per cui si rende necessaria una misura del genere, pensata per garantire più sicurezza. Il trasporto di merci, nel testo 2, sarà invece escluso perché la materia è complessa. Vorrei precisare poi che si tratta comunque di una legge delega - ha concluso Filippi - per cui spetterà al governo scrivere la legge. Ad ogni modo penso che se il governo e la motorizzazione civile ci diranno che questa è una misura fattibile sarà un passo avanti a favore delle biciclette".

Il percorso del ddl delega infatti è ancora lungo. Dopo l'approvazione del Senato dovrà tornare alla Camera in terza lettura e poi - se non verrà modificato di nuovo - spetterà al governo scrivere i decreti legislativi di recepimento, che dovranno a loro volta passare dal Parlamento per l'espressione dei pareri. (Public Policy) NAF

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