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Collegato Ambiente, il chiarimento del relatore sui certificati verdi

vaccari 04 maggio 2015

ROMA (Public Policy) - Evitare discriminazioni e tutelare gli impianti che sono entrati in completo esercizio commerciale sia elettrico che termico entro il 31 dicembre 2012, la data entro la quale è possibile usufruire dei vecchi certificati verdi, evitando quindi l'inserimento nel meccanismo incentivante di altri impianti che non ne abbiano titolo. È questo l'obiettivo di un emendamento del relatore, Stefano Vaccari (Pd, nella foto), presentato al ddl collegato ambientale all'esame della 13a commissione a Palazzo Madama.

La commissione, per procedere alla votazione dei circa mille emendamenti presentati sta aspettando da diverse settimane il parere della commissione Bilancio. I certificati verdi sono titoli negoziabili, rilasciati dal Gse (Gestore servizi energetici) in misura proporzionale all'energia prodotta da un impianto qualificato Iafr (impianto alimentato da fonti rinnovabili), entrato in esercizio entro il 31 dicembre 2012, ai sensi di quanto previsto dal decreto legislativo 28/2011, in numero variabile a seconda del tipo di fonte rinnovabile e di intervento impiantistico realizzato (nuova costruzione, riattivazione, potenziamento e rifacimento).

Nello specifico l'emendamento, molto tecnico, aggiunge al ddl il seguente articolo 9-bis: "La norma dell'articolo 25, comma 1, del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28 (sui certificati verdi, per favorire le rinnovabili; Ndr), per gli impianti di cui all'articolo 3, comma 4-bis, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, si interpreta nel senso che, ai fini della verifica circa il possesso del requisito temporale ivi indicato, ovvero la data di entrata in esercizio entro il 31 dicembre 2012, non soltanto deve essere avvenuta l'entrata in esercizio elettrico ma anche l'entrata in esercizio commerciale dell'energia termica". (Public Policy) NAF

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