Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

Dl Colosseo, i sindacati chiedono di non convertirlo: atto illegittimo

colosseo roma 07 ottobre 2015

ROMA (Public Policy) - "Consideriamo questo decreto un atto illegittimo. Chiediamo quindi di non procedere alla sua conversione in legge". A dirlo è stato l'esponente della Cgil, Salvatore Chiaramonte, parlando anche a nome di Cisl e Uil, intervenendo nel corso di un'audizione davanti la commissione Lavoro alla Camera sul cosiddetto decreto Colosseo.

Chiaramonte ha sottolineato come la legge 146 del 1990, sul diritto di sciopero, "prevede già la tutela del patrimonio storico artistico tra i beni da tutelare garantendo il diritto di sciopero", attraverso la "protezione ambientale e la vigilanza dei beni garantiti" ed una garanzia di fruizione ad agosto e nei periodi festivi. Per i tre sindacati il decreto interviene "con una norma sullo sciopero per intervenire su una assemblea sindacale avvenuta a norma di legge".

Per questo, ha evidenziato l'esponente della Cgil, il decreto "non ha il requisito di necessità e di urgenza", senza contare che è "difficile immaginare che la fruizione di un sito museale, proprio in quel giorno e a quell'ora, possa essere considerato un diritto alla persona da tutelare mentre, al contrario, lo sciopero è già adesso diritto costituzionale".

Le tre sigle sindacali hanno argomentato la loro contrarietà al decreto citando anche i "documenti di prevenzione e valutazione dei rischi predisposti a livello di singolo istituto", dove "viene individuato il numero minimo di dipendenti necessari per assicurare la sicurezza dei siti aperti al pubblico. Tale condizione comporta la garanzia dell'apertura ordinaria con il numero minimo di dipendenti previsto dai documenti di prevenzione e valutazione", ha aggiunto Chiaramonte, secondo cui "ne consegue che, l'emanazione del decreto comporterebbe l'impossibilità pressoché totale di esercitare il diritto di sciopero costituzionalmente garantito".

Infine i sindacati hanno ricordato come "siti della comunità europea sono rimasti chiusi ad oltranza anche per dieci giorni e nessuna autorità si è permessa di sopprimere il diritto di sciopero, né si è mai sognata di intervenire per decreto".

Dello stesso parere di Cgil, Cisl e Uil anche il rappresentante della Ugl, Fiovo Bitti, per cui a fronte del decreto emanato "nulla viene fatto per disinnescare i problemi che causano gli scioperi".

"Con questo decreto - ha aggiunto - il governo dà una risposta sbagliata a una corretta esigenza manifestata dai dipendenti. La colpa della mancata apertura è del dipendente che non apre il cancello o dei mancati investimenti sui siti archeologici? Sembra quasi che il governo voglia mandare un messaggio thatcheriano". (Public Policy) NAF

© Riproduzione riservata