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Commercio, cosa c'è nella proposta PI sulle donazioni dei prodotti invenduti

sprechi-alimentari-italia 18 agosto 2015

ROMA (Public Policy) - Estendere anche a negozi di vendita al dettaglio, bar, ristoranti, farmacie e parafarmacie, comitati, la possibilità di distribuire gratuitamente prodotti alimentari, prodotti per l'igiene, vestiti, farmaci e giocattoli invenduti. È quanto prevede una proposta di legge di Per l'Italia (primo firmatario Mario Sberna), tra le ultime depositate alla Camera prima della pausa estiva.

La proposta, finalizzata soprattutto a contrastare lo spreco alimentare, allarga infatti anche a queste attività, la cosiddetta "legge del buon samaritano" (n. 155 del 2003), che autorizzava le sole onlus a effettuare la distribuzione a persone indigenti, per finalità di beneficienza. In particolare sia la legge 155/2003 che il testo di Per l'Italia, agevola la donazione di invenduto equiparando i soggetti ammessi a "consumatori finali ai fini del corretto stato di conservazione, trasporto, deposito e utilizzo degli stessi" prodotti.

Di fatto, chi distribuisce gratuitamente il proprio invenduto, proprio perché equiparato a consumatore finale, viene 'sollevato' dagli adempimenti burocratici e dalle procedure sulla sicurezza alimentare e sanitaria a cui deve attenersi come esercizio commerciale e professionale. Il testo estende inoltre ai nuovi soggetti incentivi fiscali alla donazione. I requisiti minimi igienico-sanitari per la cessione gratuita a fini di beneficenza dei prodotti, secondo il testo, sono comunque dettati dal ministero della Salute, entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge.

MAX 30 GIORNI PER DONAZIONI PRODOTTI OLTRE SCADENZA 'MINIMA' - La pdl pone un termine di 30 giorni oltre il termine minimo di conservazione (contraddistinto dalla dicitura "da consumarsi preferibilmente") entro il quale è possibile donare i prodotti alimentari. Si possono donare poi "i prodotti alimentari ritirati dalla vendita perché non conformi ai requisiti aziendali ma ancora idonei all'alimentazione umana dal punto di vista igienico sanitario", nonché "le rimanenze di attività promozionali, i prodotti stagionali, i prodotti con scadenza prossima, rimanenze di test e di lanci di nuovi prodotti, nonché i prodotti invenduti a causa di eventi meteorologici, di errori nella programmazione della produzione, di ordini errati o di danneggiamenti della confezione esterna che non compromettono i requisiti igienici e di sicurezza del prodotto".

SCONTO OBBLIGATORIO 50% ALIMENTI FRESCHI INVENDUTI IN SCADENZA - All'articolo 5, il testo prevede che "i prodotti alimentari freschi che, a tre giorni dalla data di scadenza, risultano invenduti devono essere messi in vendita ad un prezzo scontato del 50% o, in via alternativa, essere donati ai soggetti indicati dalla legge 25 giugno 2003, n. 155".

TRE MILIONI PER CAMPAGNE COMUNICAZIONE CONTRO SPRECHI - Il testo prevede lo stanzialmento di 3 milioni di euro a valere sui Fondi di riserva e speciali del Mef iscritti nel bilancio triennale 2015-17, che i ministeri del Lavoro e delle Politiche agricole potranno utilizzare per "campagne nazionali di comunicazione dei dati raccolti in tema di recupero alimentare e di riduzione dello spreco e campagne pubblicitarie volte a dare informazioni sulle norme in materia di sicurezza alimentare".

COMUNICAZIONE ALLA GDF PER DONAZIONI SOPRA 15MILA EURO - Le distribuzioni gratuite a fini assistenziali il cui ammontare sia superiore a 15mila euro devono essere comunicate in via telematica dal cedente almeno cinque giorni prima della consegna agli uffici dell'amministrazione finanziaria e ai comandi del Corpo della guardia di finanza.

DICHIARAZIONE DEI BENEFICIARI - Il soggetto beneficiario deve attestare, con una dichiarazione deve attestare con una dichiarazione da conservare agli atti dell'impresa cedente, il proprio impegno a utilizzare direttamente i beni in conformità alle finalità istituzionali e, a pena di decadenza dei benefìci fiscali previsti dal presente decreto, realizzi l'effettivo utilizzo diretto.

MISURE PREMIANTI - Oltre a incentivi fiscali per chi effettua distribuzione gratuita a indigenti, la pdl, per gli anni 2016 e 2017, in via sperimentale, riconosce ai progetti di recupero di prodotti alimentari per fini di solidarietà sociale che coinvolgono in modo sinergico enti pubblici, associazioni e operatori del settore alimentare, un contributo la cui misura è definita con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali.(Public Policy) LEP

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