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COMMERCIO, LA PROPOSTA DEL M5S CONTRO LA LIBERALIZZAZIONE DEGLI ORARI

m5s 17 maggio 2013

COMMISSIONI, M5S: ECCO PERCHÈ CI SPETTANO COPASIR E VIGILANZA RAI

GLI ORARI LIBERI SONO STATI UN FALLIMENTO, LA COMPETENZA TORNI ALLE REGIONI

COSA NE PENSA CONFESERCENTI

COSA NE PENSA FEDERCONSUMATORI

(Public Policy) - Roma, 17 mag - Le norme per la
liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali,
varate dal governo Berlusconi e successivamente dal governo
Monti, si sono rilevate un fallimento. A determinarne
l'inutilità - se non addirittura la pericolosità - la crisi
economica, la riduzione del potere di acquisto delle
famiglie, ma soprattutto la distruzione delle piccole
attività commerciali che non ce la fanno a competere con la
grande distribuzione.

Per questo motivo, il Movimento 5 Stelle ha presentato una
proposta di legge per ricondurre la competenza legislativa e
la potestà regolamentare alle Regioni e agli Enti Locali ai
quali spetta il compito della pianificazione della turnazione
delle festività lavorative che non ricada sui diritti dei lavoratori
ma che tuteli contemporaneamente i diritti dei consumatori.

Primo firmatario della Pdl il deputato Michele Dell'Orco, cui si
sono aggiunte altre 57 firme sempre del M5s.

"Si provvede quindi - si legge sul testo della pdl Ac 750 -
all'abolizione delle liberalizzazioni introdotte dal governo
Berlusconi e Monti con il ripristino della situazione
precedente, con un ritorno alla liberalizzazione completa
per i soli esercizi ricadenti nei comuni a carattere
turistico".

Secondo i 5 stelle il principio della libera concorrenza
non può soverchiare una serie di altri diritti e princìpi
costituzionali tra cui quello delle pari opportunità. Il
risultato di questa concorrenza da far west è la chiusura di
piccoli esercizi con una desertificazione dei centri storici
e dei quartieri più periferici. La relazione alla Pdl cita
dati drammatici della Confcommercio secondo cui solo nel
primo bimestre 2013 sono spariti quasi 10.000 negozi con un
vistoso crollo delle aperture di nuove attività (-50%). Si
tiene conto anche della contrarietà della Confesercenti,
delle varie associazioni a tutela della domenica libera.
(Public Policy)

SAF

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