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COMMERCIO, LEGAMBIENTE: MERCATI ILLEGALI, IN DUE ANNI 163 INDAGINI IN ITALIA

12 febbraio 2013

(Public Policy) - Roma, 12 feb - L'Italia coinvolta in
un'inchiesta ogni 4 giorni, con 297 persone arrestate e
denunciate, 35 aziende sequestrate per un valore di 560
milioni di euro finiti nelle mani degli inquirenti: negli
ultimi due anni hanno interessato l'Italia 163 indagini
internazionali per traffici illeciti di rifiuti, merci
contraffatte, prodotti agroalimentari e specie animali.

Sono alcuni dei dati del dossier "Mercati illegali",
raccolti da Legambiente e Consorzio Polieco sui flussi
illeciti tra Italia, l'Europa e il resto del mondo.

Delle 163 inchieste censite dal rapporto, il 68% interessa
merci contraffatte e specie protette, il 23% traffici
illeciti di rifiuti e il 9% frodi agroalimentari. I traffici
si sono mossi prevalentemente sulle cosiddette autostrade
del mare. Secondo la Commissione europea è lì che si muove
l'81% dei business illegali mondiali.

Nello specifico le inchieste che hanno riguardato i porti
italiani sono state 122, quelle che hanno coinvolto gli
aeroporti 19 mentre le restanti 22 si sono rivolte contro
flussi illegali che avevano base in piccoli capannoni.

PORTI ITALIANI E PAESI COINVOLTI NELLE ROTTE ILLEGALI
Complessivamente, i porti italiani figurano per 72 volte
come punti di destinazione dei traffici e per 50 volte come
aree di partenza. Ancona è quello in cui si registra il
maggior numero di inchieste, seguito da Bari, Civitavecchia,
Venezia, Napoli, Taranto, Gioia Tauro (RC), La Spezia e
Salerno.

Il Paese più coinvolto nelle rotte illegali da e per
l'Italia è la Cina, i cui porti sono individuati come punti
di partenza o di arrivo di traffici ben 45 volte. Al secondo
posto figura la Grecia (con 21 inchieste) seguita
dall'Albania (8 inchieste), dall'area del Nord Africa, da
quella del Medio oriente e dalla Turchia (rispettivamente 6
inchieste).

ESPORTAZIONI DI RIFIUTI +131% DAL 2001 AL 2009
I business illegali aumentano per tutte le tipologie di
merci considerate nel dossier, di pari passo con la crescita
costante dei commerci internazionali.

Le esportazioni illegali di rifiuti dei Paesi Ue verso
Paesi non Ue, secondo i dati Eurostat, sono cresciute del
131% dal 2001 al 2009. I sequestri effettuati dall'Agenzia
delle dogane nei nostri porti, citati nel dossier,
dimostrano come nello stesso tempo siano cresciuti anche i
traffici illeciti in Italia: 18.800 tonnellate di scarti
destinati illegalmente all'estero negli ultimi due anni con
un incremento del 35% circa rispetto al biennio 2008-2009.

Soltanto nel 2012, il 59%
delle esportazioni di Pfu (Pneumatici fuori uso), il 16,5%
di rottami metallici e più del 14% di scarti plastici si son
rivelati fuori legge, quindi sequestrati, ai controlli delle
dogane italiane.

Le tecniche utilizzate dai trafficanti di rifiuti di ogni
nazionalità sono sostanzialmente sempre le stesse, basate
sulla falsificazione dei formulari di accompagnamento dei
rifiuti, con cui si spacciano scarti come innocue materie
prime seconde, se non quando prodotti usati.

MERCI CONTRAFFATTE E COMMERCIO DI ANIMALI
Cresce anche il business delle merci contraffatte, secondo
le valutazioni dell'Osce, riportate nel dossier di
Legambiente, si stima per il 2009 un giro d'affari per i
contraffattori di oltre 250 miliardi di dollari e una
rendita di circa due milioni e mezzo di posti di lavoro.

Si traffica di tutto, dall'abbigliamento alla cosmesi fino
all'alta tecnologia. Da un'indagine della Commissione
europea del 2010, i prodotti maggiormente sequestrati ai
confini dell'Ue per un numero di articoli che infrangono i
diritti di proprietà intellettuale sono: le sigarette
(33,5%), i prodotti di cancelleria (8,4%) e gli altri
prodotti derivati dal tabacco (7,9%).

I prodotti maggiormente sequestrati per numero di casi
sono: abbigliamento (26,3%), scarpe (19,7%), strumenti
elettronici (13,7%) e orologi (9%).

Sullo stesso trend delle merci contraffatte i sequestri di
animali vivi o parti di animali morti, protetti dalla
convenzione Cites sulle specie a rischio di estinzione e
trafficati illegalmente. I flussi di animali (esotici,
tropicali) partono soprattutto dall'Africa per raggiungere i
porti asiatici. Da qui, poi, raggiungono i vari mercati,
soprattutto statunitense e europeo.

Nel complesso nel 2011 il Corpo forestale dello Stato ha
accertato 189 reati, con 132 persone denunciate all'autorità
giudiziaria, 237 sequestri e 209 illeciti amministrativi per
un importo notificato pari a 1.452.060,34 di euro. (Public
Policy)

SOR

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