Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

La commissione Esteri della Camera ha incontrato Lieberman

lieberman 05 agosto 2014

ROMA (Public Policy) - Con la delegazione della commissione Esteri della Camera "si sta identificando un varco, dopo quattro settimane di razzi, morti di civili, azioni e perdite militari, e terrore nella Striscia di Gaza e Israele". Lo dichiara da Gerusalemme il deputato Mario Marazziti, capogruppo Per l'Italia in III commissione, al termine dell'incontro con il ministro degli Esteri israeliano Avigdor Lieberman (nella foto).

"Lieberman ha mostrato disponibilità, per quello che mi risulta per la prima volta - riferisce Marazziti - a una forza di interposizione Onu nella Striscia, che segua al cessate il fuoco". È "possibile un avvio di soluzione dell'intera crisi israelo-palestinese dentro una cornice regionale che vede l'Islam radicale e jihadista conquistare terreno in maniera violenta in Siria, Iraq, Libia, nel Sinai, in Mali, in Nigeria. Si può lavorare a una richiesta bilaterale di Autorità palestinese e Israele a Ban-ki-moon per una seduta straordinaria del Consiglio di sicurezza che costruisca il 'pacchetto' per un mandato internazionale", continua Marazziti.

"Israele ha l’occasione di riavviare seriamente il processo di pace – gli fa eco il presidente della commissione, Fabrizio Cicchitto (Ncd) – favorendo la convergenza di tre elementi: la formazione di un fronte dei paesi arabi moderati, il recupero dell’autonomia dell’Autorità palestinese, una maggiore assunzione di responsabilità della comunità internazionale ed in particolare di Europa ed Usa".

Moderato ottimismo anche da Sel, presente all'incontro con Erasmo Palazzotto: "L'apertura di Lieberman è uno spiraglio che va praticato. Non sappiamo se questo sia un bluff o se realmente ci sia un cambio di direzione nelle strategie di Israele, ma la comunità internazionale non può continuare a tollerare il massacro del popolo palestinese in corso a Gaza. L'Italia e l'Europa si facciano carico di chiedere al Consiglio di sicurezza Onu una risoluzione che imponga il cessate il fuoco e riapre i negoziati e trovare una soluzione politica che possa comprendere la presenza di forze Onu per rispristinare in quel territorio la legalità internazionale".

Tra i deputati giunti in Israele anche Gianluca Pini, capogruppo leghista in commissione Esteri: "È chiaro che il progetto deve essere sostenuto anche da parte palestinese con la piena smilitarizzazione di Gaza e che pertanto sarà una strada tutta in salita, ma vale la pena provarci. Mi pare che la proposta di Lieberman sia una novità assoluta nel panorama politico internazionale, non avendo, Israele, mai prima d'ora accettato il convolgimento delle Nazioni Unite in questioni mediorientali. L'Europa deve quindi affrettarsi a dare un sostegno a questa proposta se vuole veramente perseguire la pace a Gaza. Non è infatti possibile raggiungere questo obiettivo senza aver marginalizzato Hamas e non può essere solo Israele a farsi carico di questo passaggio".

Anche il Partito democratico, per bocca del vicepresidente della commissione Esteri Andrea Manciulli, trova "molto interessante quanto è emerso dall'incontro tra la delegazione della commissione Esteri della Camera e il ministro israeliano Lieberman. La sua disponibilità a una forza di interposizione esterna rappresenta una positiva novità. Si tratterebbe di un forte presidio della comunità internazionale e delle Nazioni Unite a Gaza per far cessare le ostilità e far riprendere una iniziativa politica che porti alla pacifica convivenza di due popoli in due Stati".

Domani la delegazione italiana incontrerà le autorità palestinesi, a Ramallah. Oggi i parlamentari italiani si sono inoltre recati a rendere omaggio allo Yad-Vashem, dove Cicchitto ha ravvivato la fiamma che ricorda l’Olocausto e ha deposto una corona di fiori, "confermando l’impegno dell’Italia nella lotta all’antisemitismo". (Public Policy)

RED

© Riproduzione riservata