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I no della commissione Giustizia al dlgs Carceri

carcere 08 febbraio 2018

ROMA (Public Policy) - Rimanga il divieto di accesso alle misure alternative al carcere e gli altri benefici penitenziari per chi si è macchiato di reati di traffico di stupefacenti e contrabbando.

Questa una delle richieste contenute nel parere messo a punto e votato mercoledì dalla commissione Giustizia alla Camera riguardo alla riforma delle carceri. Il provvedimento, a firma del ministro Andrea Orlando, rivede le regole della vita negli istituti penitenziari e, in particolare, anche l'accesso alle misure extra murarie.

I deputati hanno deciso di dare l'ok al testo ma chiedendo diversi ritocchi prima dell'approvazione finale da parte di Palazzo Chigi.

Per la commissione, in primis, "è opportuno estendere e recuperare il divieto" anche per chi ha partecipato alla associazione crimanale (e non solo per i capi che sono già esclusi) in quanto "vi è una sostanziale equiparazione - si legge - in termini di pericolosità sociale e radicamento" con le associazioni di stampo mafioso.

Non solo, l'esperienza giudiziaria ha mostrato - si legge ancora - "come non vi sia alcuna sostanziale differenza, in termini di pericolosità sociale, e di conseguenza di elementi utili per una proficua collaborazione tra quanti rivestano il ruolo di 'promotori' all'interno dell'associazione" e quanti invece "meri partecipi", che "dall'attività criminosa traggono comunque profitto".

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SOR

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