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Dl Competitività, diritti segreteria Camere commercio in base a spese

camere commercio 24 luglio 2014

ROMA (Public Policy) - Sulle Camere di commercio da una parte il governo leva e dall'altro mette. Il dl Pa-Expo, all'esame della Camera, prevede un taglio del 50% degli oneri che le imprese devono alle Camere di commercio. Nel frattempo però al Senato è stato approvato nella notte un emendamento al dl Competitività, a prima firma il capogruppo Pd in commissione Industria Salvatore Tomaselli, che va nel senso opposto.

Si prevede cioè che "i diritti di segreteria dovuti alle Camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura per il deposito dei bilanci presso il registro delle imprese devono tener conto delle spese sostenute dalle Camere di commercio per la riscossione, la rendicontazione ed il versamento delle somme a favore dell'Organismo italiano di contabilità". Così facendo, in pratica, si consente alle Camere di utilizzare le spese di segreteria per andare 'bilanciare' i tagli per effetto del dl Pa.

Per altro, il tema è uno dei nodi principali che maggioranza e governo stanno cercando di sciogliere durante l'esame del dl Pa in commissione Affari costituzionali alla Camera. Il Pd chiede che il taglio sia spalmato su tre anni (fino al 2017 con una graduale riduzione al 20, 30 e 50% della tassa), Ncd, invece, propone di suddividere la riduzione in due anni. Non solo, il ddl delega Pa, che a breve sarà incardinato in Parlamento, stabilisce la cancellazione totale dei diritti camerali e il passaggio del registro delle imprese al ministero dello Sviluppo economico.

Per il governo - ha spiegato nei giorni scorsi la ministra della Pa Marianna Madia, a margine dei lavori di commissione - la prospettiva è quella "di uscire dall'obbligo del contributo", una sorta di "tassa" che le imprese ogni anno pagano alle Camere.

Con il dl Pa quindi si inizia con l'abbassamento delle quote arrivando, con il ddl delega, "all'abolizione". Contestualmente, ha precisato, si pensa a introdurre "costi standard" per il sistema per creare un "meccanismo virtuoso", aprendo a una "riorganizzazione delle Camere di commercio e delle loro funzioni". (Public Policy)

VIC-SOR

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