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COMUNALI 2013, CISE-LUISS: TUTTO QUELLO CHE C'È DA SAPERE

il problema è lo stato di diritto, non il Porcellum 24 maggio 2013

(Public Policy) - Roma, 24 mag - "I comuni che dovranno
rinnovare i propri organi sono complessivamente 592. Quelli
superiori a 15mila abitanti, per i quali la legge prevede
un'eventuale turno di ballottaggio tra i primi due candidati
nel caso nessuno di essi abbia ottenuto il 50% dei consensi
al primo turno, sono invece 92".

"Di questi, 16 sono capoluoghi di provincia: 6 del nord (esclusa
l'Emilia Romagna), 4 della 'zona rossa' e 6 al centro-sud".
I numeri li dà il Cise-Luiss, centro italiano studi elettorali,
in un'analisi di Matteo Cataldi.

COSA È CAMBIATO RISPETTO A 5 ANNI FA
"Oggi l'offerta elettorale che si osserva è completamente
cambiata rispetto a cinque anni fa - sottolinea Cataldi - E
non solo per l'ingresso di nuovi attori politici come Scelta
civica di Monti, Fratelli d'Italia (entrambi nati alla
vigilia delle elezioni politiche) e soprattutto, il
Movimento 5 stelle, ma anche per la scomparsa o il
ridimensionamento di altri attori che proprio a partire dal
2008 avevano assunto un ruolo di primo piano: Antonio Di
Pietro con l'Italia dei valori ma anche Gianfranco Fini con
Futuro e libertà".

DALLE PARTI DEL PD
"Il partito del neo segretario Epifani - si legge ancora
nell'analisi del Cise-Luiss - corre in solitaria a Imperia e
Avellino, in altri due casi batte la strada di un alleanza
al centro, ad Ancona con l'Udc e Scelta civica, a Vicenza
con il partito di Casini; In cinque capoluoghi viene
riproposta la stessa alleanza delle elezioni politiche (Pd,
Sel e Centro democratico) e in quasi altrettanti casi
(Sondrio, Treviso, Massa e Lodi) il centrosinistra si
presenta compatto dal Pd fino a Rifondazione".

"Infine in due casi, entrambi al centro-sud (Barletta e
Iglesias), l'alleanza che si raccoglie attorno al Partito
democratico estende al massimo le sue propaggini includendo,
sul versante di destra dello schieramento politico Scelta
civica, e il partito di Ferrero su quello sinistro".

DALLE PARTI DEL PDL
"Dopo la batosta elettorale ricevuta in occasione delle
elezioni comunali dello scorso anno - dice Cataldi parlando
del Pdl - quando il Popolo delle Libertà si presentò da solo
in ben 22 comuni capoluogo su 26 e in 13 dei 14 del
centro-nord, stavolta il Pdl, sembra aver fatto tesoro di
quell'insegnamento. Così ha ricucito i rapporti con la Lega
di Roberto Maroni assieme alle quale si presenta oggi in 6
capoluoghi.

Tra questi Imperia dove il centrodestra compatto
ingloba anche Udc e Scelta civica. A Brescia, Isernia e
Barletta tutto il centrodestra si presenta unito; in 4 casi
l'alleato principale del partito di Berlusconi è Fratelli
d'Italia, mentre solo a Sondrio ed Ancona corre da solo".

IL MOVIMENTO 5 STELLE E GLI ALTRI
"A sfidare i due schieramenti che fanno perno su Pd e Pdl,
ci pensano un buon numero di candidati civici di varia
natura e provenienza e il Movimento 5 stelle che candida un
proprio esponente in quasi tutti i capoluoghi con
l'eccezione di Iglesias e Isernia. È indubbio - scrive
ancora Cataldi - che molte delle sfide si decideranno solo
tra quindici giorni dopo il turno di ballottaggio ma
conoscere quali saranno i candidati che vi accederanno
costituirà già un'informazione interessante".

"In quanti casi ad esempio il candidato del Movimento
cinque stelle si troverà a fronteggiare quello degli altri
schieramenti? In quali altri invece si consumerà la sfida
dal sapore classico tra centrosinistra da una parte e
centrodestra dall'altra? In quali ancora un candidato di
centro o un outsider riuscirà ad accedere al secondo
turno?". (Public Policy)

GAV

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