Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

Dl Fisco, per Paglia torna il 'riciclaggio di Stato'

fisco 11 novembre 2016

ROMA (Public Policy) - "Grazie ad un emendamento del verdiniano Giulio Sottanelli la maggioranza ha di fatto reinserito la famigerata, nonché contrastata, norma sull'emersione del contante, detta anche 'riciclaggio di Stato'. L'emendamento prevede infatti che il contante emerso sia fittiziamente imputato ai fini fiscali agli ultimi 5 anni e che su questi siano pagate le normali imposte dovute".

Lo denuncia il deputato di Sinistra italiana-Sel Giovanni Paglia, componente della commissione Finanze di Montecitorio, in merito alla norma del dl Fisco, collegato alla manovra, approvata nelle commissioni Bilancio e Finanze alla Camera, per cui "si presume, salvo prova contraria" che i soldi in contanti che si vuole far riemergere "siano derivati da redditi conseguiti, in quote costanti, a seguito di violazione degli obblighi di dichiarazione ai fini delle imposte sui redditi e relative addizionali, delle imposte sostitutive delle imposte sui redditi, dell'imposta regionale sulle attività produttive e dell'imposta sul valore aggiunto, nonché di violazioni relative alla dichiarazione dei sostituti di imposta, commesse nell'anno 2015 e nei quattro periodi d'imposta precedenti".

"È facile immaginare -- dice Paglia - che il contante sarà presentato da prestanomi a reddito zero, che pagheranno così ancor meno del 35% originalmente previsto. In compenso la maggioranza ha bocciato un mio emendamento che voleva rendere registrabile il contenuto delle cassette di sicurezza bancarie. La scelta di campo del governo è chiara: sempre dalla parte di evasori e attività criminali".

"Se io dichiaro all'Agenzia delle entrate di voler far riemergere 100mila euro, ad esempio - spiega Paglia contattato da Public Policy - questa cifra, secondo questa norma, si presume che io l'abbia accumulata in quote costanti negli ultimi 5 anni, quindi 20mila euro l'anno. E su questo devo pagare l'Irpef arretrata. Se ho un reddito zero l'Irpef che ci devo pagare sarà con l'aliquota più bassa, quindi al 23%, ben al di sotto del 35% ipotizzato all'inizio per la norma cosiddetta 'salva Corona'". (Public Policy) VIC

© Riproduzione riservata