Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

Concessioni demaniali, alla Camera si inizia a fare sul serio

Spiagge 03 luglio 2017

di Luca Iacovacci

ROMA (Public Policy) - È scaduto venerdì scorso, nelle commissione riunite Finanze e Attività produttive a Montecitorio, il termine per emendare il ddl sulla riforma delle concessioni marittime e lacuali (e ne sono stati presentati circa 180). Terminato il ciclo di audizioni sul progetto di legge (l'11 maggio scorso), dunque, a breve si entrerà nel vivo dell'iter di approvazione.

Facciamo il punto su cosa prevede la proposta dell'Esecutivo, i cui relatori alla Camera sono Sergio Pizzolante (Ap) e Tiziano Arlotti (Pd).

COSA PREVEDE IL TESTO BASE 

Dalla previsione di criteri e modalità di affidamento che rispettino i principi di concorrenza, qualità paesaggistica e sostenibilità ambientale a quelli su valorizzazione delle peculiarità territoriali, libertà di stabilimento, garanzia dello sviluppo e della valorizzazione delle attività imprenditoriali, attraverso procedure selettive che "assicurino garanzie di imparzialità e trasparenza", prevedano "un'adeguata pubblicità" e "tengano conto della professionalità acquisita".

Stabilendo, anche, limiti minimi e massimi di durata delle concessioni entro cui "le Regioni fissano la durata", per assicurare "un uso rispondente all'interesse pubblico" (e prevedendo anche che esse possano "disporre che un operatore economico può essere titolare di un numero massimo").

Sono questi, dunque, i principali criteri direttivi e principi previsti nel ddl firmato dal ministro per gli Affari regionali, Enrico Costa, sul regime delle concessioni marittime, lacuali e fluviali ad uso turistico.

Il ddl di delega, con cui si prevede la revisione e il riordino della normativa vigente, è composto da due articoli (il secondo stabilisce sull'invarianza finanziaria).

continua -in abbonamento 

 

© Riproduzione riservata