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Energia, la liberalizzazione di luce e gas è a rischio?

energia 28 dicembre 2017

di Viola Contursi

ROMA (Public Policy) - Rischia di rimanere al palo, almeno per questa legislatura, la liberalizzazione del comparto dell'energia e del gas, prevista, a partire dal 1° luglio 2019, dal ddl Concorrenza. Ovvero il ddl di liberalizzazioni approvato quest'anno dal Parlamento dopo un esame durato due anni.

I commi 61 e seguenti del ddl Concorrenza prevedono, come dettato dall'Europa, che, a partire appunto dal 1° luglio 2019, ci sarà la cessazioni della maggior tutela per le bollette di energia e gas (ovvero tariffe di consumo decise dall'Autorità) e il passaggio obbligatorio al mercato libero, assicurando comunque una tutela per le categorie disagiate di clienti. Il testo prevede però che entro febbraio 2018 l'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico (Aeegsi) debba trasmettere al ministro dello Sviluppo economico un rapporto relativo al monitoraggio dei mercati di vendita al dettaglio dell'energia elettrica e del gas, che attesti di fatto il superamento delle condizioni minime propedeutiche al passaggio dal mercato tutelato a quello libero.

Sulla base di questo rapporto poi il Mise potrà emanare un suo dm, entro aprile 2018, per gestire appunto il passaggio. Questi atti, di fatto amministrativi, possono essere adottati anche dal Governo Gentiloni, di fatto un Esecutivo "uscente": anche a Camere sciolte, infatti, il Governo potrà adottare il dm attuativo della liberalizzazione del settore dell'energia e del gas, classificabile come "affare corrente". Ma, c'è un però: l'attuazione di questa parte del ddl Concorrenza potrebbe slittare a data da definirsi per il concomitante scadere del collegio dell'Aeegsi.

Il collegio dell'Autorità, in carica da febbraio 2011, scadrà infatti a febbraio 2018, così come il mandato dell'attuale presidente Guido Bortoni. La scadenza, quindi, sarà in piena campagna elettorale. E se il Governo Gentiloni non prorogherà il collegio dell'Aeegsi (o non ne nominerà uno nuovo), quest'ultimo non emanerà nei termini il rapporto sul mercato dell'energia (sena rinnovo sarà in regime di prorogatio, ovvero svolgerà funzioni di solo ordinaria amministrazione) e di conseguenza il Mise non potrà emanare il dm per gestire la transazione verso la liberalizzazione del settore.

E, dunque, a occuparsi dell'attuazione delle norme contenute nel ddl Concorrenza dovrà essere il nuovo Governo che uscirà dalle elezioni del prossimo marzo 2018 (o successive, nel caso in cui dalle urne non esca nessuna maggioranza in grado di formare un Governo). Ma se il prossimo Esecutivo sarà di colore e stampo diverso da quello attuale, la liberalizzazione del settore dell'energia e del gas prevista dal ddl Concorrenza potrebbe continuare a rimanere al palo, magari sostituita da nuove norme che andranno a sostituire quelle previste dal ddl di liberalizzazioni nato sotto il Governo Renzi. (Public Policy)

@VioC

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