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CONFCOMMERCIO: LA PRESSIONE FISCALE RECORD FRENA I CONSUMI

06 dicembre 2012

(Public Policy) - Roma, 6 dic - Le tasse che frenano i
consumi, l'uso "oculato" delle tredicesime e le strategie
adottate nelle spese natalizie settore per settore. Sono
fattori presi in esame nell'analisi dell'Ufficio studi di
Confcommercio, illustrata oggi a Roma nella sede della
Confederazione dal direttore Mariano Bella.

I dati che sintetizzano lo stato delle cose sono quelli del
reddito disponibile reale pro capite tornato ai livelli del
1985 e dei consumi reali pro capite uguali a quelli
registrati nel 1998.

Il direttore dell'Ufficio studi ha sottolineato: "La nota
positiva è che i consumi si riducono meno del reddito
disponibile. Tutto ciò però potrebbe finire, è possibile
infatti, che dato il quadro economico generale, la
propensione al consumo cominci a ridursi".

Anche il redditometro potrebbe spaventare i consumatori ed
avere l'effetto di deprimere ulteriormente la propensione al
consumo; rispetto a ottobre c'è già stata una riduzione di
due punti e mezzo.

TREDICESIME
Per quel che riguarda le tredicesime, l'Ufficio Studi di
Confcommercio stima che a dicembre gli italiani spenderanno
per i consumi natalizi il 13,2% in meno delle loro
tredicesime.

"Tredicesime che - ha rimarcato il direttore Bella - stanno
tornando al livello degli inizi degli anni duemila".
La causa principale di questo calo della spesa delle
famiglie è imputabile, secondo Confcommercio, soprattutto
all'Imu che, nel mese di dicembre, porterà le tasse a
raddoppiare.

Secondo le stime, le tasse, includendo Imu, tasse auto e
canone Rai saliranno a 9,9 miliardi, il 94,5% in più
rispetto all'anno scorso. Bella ha precisato che "grazie al
maggior gettito dell'Imu la pressione fiscale apparente in
Italia potrebbe raggiungere il livello record del 45,8%".

I conti di Confcommercio
dicono che l'Imu potrebbe registare alla fine di quest'anno
un importo di 28,21 miliardi di euro rispetto alle
previsioni del governo di 21 miliardi.

Se la previsione si verificasse, il Governo potrebbe
restituire il maggior gettito a famiglie e imprese sia per
alimentare il fondo taglia tasse che per scongiurare
definitivamente l'incremento dell'Iva dal 1° luglio 2013.
"Una vera operazione di federalismo fiscale - ha commentato
Bella - aumentano gli introiti della periferia e il centro
li restituisce ai cittadini".

REGALI DI NATALE
Resta alta la percentuale di chi fa regali ma Internet
diventa il luogo preferito per gli acquisti rispetto agli
outlet (si passa dal 13 al 28%). La riduzione della spesa
media pro capite passa dai 250 euro del 2010 ai 164 di
quest'anno.

Tengono i tradizionali regali come alimentari e giocattoli.
Calano libri, cd e dvd e abbigliamento.
"Resta però - ha concluso il direttore del'Ufficio studi di
Confcommercio - la vitalità delle famiglie con una
propensione positiva verso i regali di Natale. Altro aspetto
positivo per certi versi è che l'inflazione negli ultimi tre
mesi è rimasta stabile grazie al senso di responsabilità
della distribuzione commerciale che vuole favorire i consumi
andando incontro ai consumatori". (Public Policy)

SPE

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