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Al conflitto di interessi è stata tolta una parte: sui parlamentari

conflitto di interessi 11 maggio 2017

di Fabio Napoli

ROMA (Public Policy) - Via dalla proposta di legge sul conflitto di interessi la parte che disciplinava l'attuazione ai parlamentari ed estensione della normativa anche ai dirigenti della Pubblica amministrazione.

Sono queste le due principali novità contenute nel nuovo testo base sul conflitto di interessi, elaborato dal relatore Alessandro Maran (Pd) e adottato dalla 1a commissione di Palazzo Madama, dove il provvedimento è fermo in seconda lettura da oltre un anno.

A spiegare le novità è lo stesso relatore, che a Public Policy sottolinea come la decisione di stralciare dal testo uscito dalla Camera la parte relativa ai parlamentari sia stata presa in accordo con i gruppi.

"Il parlamentare per sua natura è un rappresentante di interessi che, per esempio, può essere più vicino alla Coldiretti - sostiene Maran - Il punto quindi non è agire attraverso una disciplina del conflitto di interessi ma con azioni di disclosure e trasparenza. Per noi questo deve essere fatto attraverso una normativa sulle lobby e attraverso un aggiornamento della normativa in materia di incandidabilità e ineleggibilità".

Inalterata, spiega Maran, la parte della pdl che disciplina l'applicazione del conflitto di interessi alle cariche governative. La proposta di legge approvata a Montecitorio a febbraio 2016, per applicare le norme sul conflitto di interessi ai parlamentari, puntava ad aggiornare le cause di ineleggibilità previste dal testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati.

Vari ddl sulla regolamentazione delle lobby sono invece all'esame della 1a commissione dall'inizio della legislatura anche se, per il momento, i provvedimenti sono fermi, nonostante siano stati presentati anche gli emendamenti al testo base. (Public Policy)

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