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CONSIGLIO D'EUROPA, IL PRESIDENTE MIGNON: PIÙ INTEGRAZIONE EUROPEA

22 gennaio 2013

(Public Policy) - Roma, 22 gen - Cinquant'anni fa, il 22
gennaio 1963, Francia e Germania firmarono il Trattato
dell'Eliseo, che scrisse la parola fine ai secolari confitti
tra le due nazioni e diede il via alla collaborazione nei
settori della sicurezza e dello sviluppo
economico-culturale.

Oggi più che mai, ha sottolineato il presidente
dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (Apce)
Jean-Claude Mignon, la riconciliazione franco-tedesca offre
un messaggio di incoraggiamento dovunque la riconciliazione
appaia tuttora prematura. Spinge a perseverare nel lavoro di
integrazione europea e, nel tempo stesso, a vigilare a
fronte di un crescente euroscetticismo.

Mignon ha spiegato: "E' importante ricordare l'origine
delle nostre convinzioni, i princìpi fondamentali sui quali
esse si fondano. Alla radice, l'idea europea è il desiderio
di stabilire la pace in Europa, nel rispetto dei diritti
umani. Le relazioni franco-tedesche, dopo tante guerre,
costituiscono il miglior esempio di ciò: nulla è
impossibile! E' anche un incoraggiamento per tutti noi a
perseverare nella ricerca di integrazione europea".

Il presidente dell'Apce ha poi avvertito: "In questo
momento di crisi senza precedenti, la vigilanza è
essenziale. Vigilanza di fronte al calo della fiducia dei
cittadini nelle istituzioni e alla mancanza di interesse per
le elezioni, ma anche nei confronti di euroscetticismo,
populismo e estremismo, che sono in aumento in diversi Paesi
europei".

"E' qui, a Strasburgo, una città segnata da tre guerre
franco-tedesche in meno di un secolo, il luogo simbolo
scelto - ha concluso Jean-Claude Mignon - per l'istituzione
del Consiglio d'Europa e del suo ruolo di peace-making, che
noi difendiamo giorno dopo giorno i valori che hanno
permesso all'Europa di superare la devastazione della
seconda guerra mondiale e diventare un continente
politicamente ed economicamente potente. Questi stessi
valori devono continuare a guidarci attraverso la tempesta
presente e servire come fari che illuminano la nostra strada
nella ricerca delle risposte". (Public Policy)

SPE

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