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CONSIGLIO UE, RISOLUZIONE MAGGIORANZA: PIÙ FONDI A LAVORO-PMI, UNIONE BANCARIA

LEGGE EUROPEA, 19 EMENDAMENTI PRESENTATI AL DDL E 23 ALLA DELEGA. OGGI IL VOTO 25 giugno 2013

CONSIGLIO UE, RISOLUZIONE MAGGIORANZA: PIÙ FONDI A LAVORO-PMI, UNIONE BANCARIA

(Public Policy) - Roma, 25 giu - Più soldi in dotazione
all'Europa con un aumento dei fondi della Bei (Banca europea
per gli investimenti), più fondi per contrastare la
disoccupazione giovanile, armonizzazione delle regole per la
gestione delle crisi degli istituti di credito, aumentare la
dotazione del fondo di garanzia per le Pmi contro il credit
crunch, aumentare i poteri della Bce così che sostenga la
crescita, aumentare il coordinamento tra Paesi a livello
industriale.

Questi i principali punti della risoluzione di maggioranza
sul Consiglio d'Europa del 27-28 giugno, votata oggi in Aula
alla Camera.

La risoluzione impegna il Governo 'ad avviare un confronto
serrato con la Commissione europea al fine di stabilire un
quadro condiviso delle determinanti che caratterizzano lo
scenario macroeconomico italiano ed i conseguenti riflessi
sull'evoluzione finanziaria; a portare a termine, in
particolare nel corso del semestre di presidenza italiana
dell'Unione europea, il processo innovatore e riformatore,
avviato in sede di Consiglio europeo con l'approvazione del
'Patto per la crescita e l'occupazione' e del documento
'Verso un'autentica unione economica e monetaria',
recuperando quei ritardi nella piena realizzazione degli
obiettivi preconizzati dovuti inter alia alle scadenze
elettorali di alcuni Paesi'.

PIÙ FONDI E SOLDI PER GIOVANI
La risoluzione impegna inoltre il Governo 'a sostenere il
potenziamento della strumentazione e della dotazione
finanziaria dell'Unione europea, finalizzato al sostegno
dell'economia, attraverso l'adozione di misure e la
sperimentazione di strumenti che svolgano una funzione
anticiclica, favorendo la ripresa della crescita e
dell'occupazione, mediante l'aumento della capacità
finanziaria della Bei, la sperimentazione di prestiti
obbligazionari per il finanziamento di progetti, nei settori
delle infrastrutture, della ricerca, della formazione
(Project-Bond), il rafforzamento e riqualificazione del
quadro finanziario pluriennale dell'Unione, a sostegno della
crescita, dell'occupazione, della competitività e della
convergenza, in linea con la strategia Europa 2020'.

Inoltre si chiede di
'stanziare ulteriori risorse nell'ambito del Fondo sociale
europeo per il finanziamento di progetti volti a contrastare
in maniera efficace la disoccupazione giovanile e, in ogni
caso, ottenere che la quota parte delle risorse spettante
all'Italia nell'ambito dello stanziamento complessivo di 6
miliardi di euro per la Youth Employment Initiative possa
essere impegnato interamente - o comunque nella massima
misura possibile - già nel 2014'.

In più il Governo si impegna 'a favorire interventi per
rafforzare il collegamento tra le politiche attive del
lavoro e il circuito scuola-università-lavoro, utilizzando
le sinergie nell'ambito del Fondo sociale europeo per
incrementare il livello di istruzione italiano e, per questa
via, la competitività del sistema produttivo nazionale'.

ASSISE SULL'AVVENIRE DELL'EUROPA
Altro punto della risoluzione impegna il Governo a
'promuovere entro l'inizio del 2014, prima dello svolgimento
delle prossime elezioni per il Parlamento europeo, d'intesa
con gli altri Stati e le istituzioni dell'Ue, le 'Assise
sull'Avvenire dell'Europa'; vale a dire una grande
conferenza dei Parlamenti nazionali e del Parlamento europeo
- con ampie delegazioni e la presenza dei leader di
maggioranza e di opposizione, capaci di interpretare e
rappresentare la volontà dei rispettivi popoli - attraverso
le quali perseguire l'obiettivo di una più compiuta
integrazione europea (le già citate 'unioni': bancaria,
economica, di bilancio e politica) e di una nuova politica
economica volta a promuovere la crescita e sconfiggere la
recessione.

UNIONE BANCARIA E RICAPITALIZZAZIONE
'Con particolare riferimento all'unione bancaria - si legge
nella risoluzione - si impegna il Governo a favorire, oltre
alla piena operatività del meccanismo di vigilanza unico
affidato alla Bce e del Meccanismo europeo di stabilità
(Esm) così che possa procedere alla ricapitalizzazione
diretta delle banche, l'armonizzazione delle regole per la
gestione delle crisi degli istituti di credito e la loro
applicazione a livello di singoli Stati, nonché la
definizione di uno schema comune europeo di garanzia sui
depositi bancari, in particolare dei risparmiatori'.

FONDI PER LE PMI: DIRETTRICE DL FARE
Il Governo andrà a chiedere inoltre all'Europa di
'valorizzare, al fine di porre un termine al fenomeno del
cosiddetto credit crunch, il Fondo di garanzia per le Pmi,
rafforzandone la dotazione patrimoniale, rivedendone i
parametri di accesso e i plafond specifici, lungo la
direttrice di marcia tracciata col decreto cosiddetto del
'Fare''.

BCE SUPPORTI CRESCITA
Altra richiesta sarà quella di 'sostenere l'azione del
presidente della Bce (Mario Draghi; Ndr) volta a favorire un
processo riformatore che attribuisca alla Banca centrale
europea un ruolo di supporto attivo a favore della crescita,
valutando anche la possibilità di utilizzare come
collaterali, ai fini del finanziamento diretto delle piccole
e medie imprese e della concessione di mutui alle famiglie,
Asset Backed Securities confezionati dai singoli Paesi e
dalla Banca europea degli investimenti, al fine di
contrastare la frammentazione e le asimmetrie del mercato
finanziario nell'eurozona'.

Il Governo si impegnerà a livello europeo, inoltre, 'a
promuovere, in stretto raccordo con altri Paesi, un diverso
orientamento delle politiche europee in senso più favorevole
ad una crescita socialmente e ambientalmente sostenibile, in
luogo del mero mantenimento dello statu quo' e 'a sostenere
il varo di iniziative concrete di politica industriale
europea che salvaguardino e incrementino la vocazione
manifatturiera dell'eurozona, favorendo i necessari processi
di integrazione produttiva, in un dialogo costante e un più
stretto coordinamento operativo tra i Paesi dell'Unione'.

AIUTI DI STATO E ACCORDI CON PAESI ESPORTATORI
Enrico Letta andrà inoltre a chiedere a Bruxelles di
'favorire la vocazione pro-competitiva degli aiuti di Stato,
così da stimolare una più rapida crescita sostenibile
dell'economia nazionale ed europea' e di 'assicurare
un'applicazione rigorosa delle regole a tutela della libertà
di concorrenza che, in particolare, garantisca la completa
apertura di tutti i mercati nazionali all'interno
dell'Unione europea, specie a livello dei servizi in rete'.

Chiederà inoltre l'impegno dell'Europa di 'negoziare
accordi ad hoc con i principali Paesi esportatori di materie
prime, in maniera da creare un contesto più equilibrato per
i Paesi importatori, e a promuovere in ogni sede
internazionale l'apertura del mercato mondiale a una
concorrenza leale, combattendo ogni forma di protezionismo,
di sovvenzione e di pratica di dumping, nonché tutte le
pratiche commerciali sleali, l'eliminazione delle barriere
nei confronti dei maggiori mercati di destinazione extra Ue,
segnatamente quelli dalle prospettive di crescita migliori e
il completamento degli accordi commerciali con gli Usa e il
Giappone, salvaguardando gli aspetti di specifico interesse
europeo e nazionale'.

SEMESTRE ITALIANO 'SEMESTRE COSTITUENTE'
La risoluzione chiede inoltre a Letta di 'far sì che il
semestre di presidenza italiana dell'Unione europea nel 2014
possa caratterizzarsi come 'semestre costituente', che ci
porti ad avere istituzioni europee più democratiche,
trasparenti, efficaci ed efficienti, il cui operato risulti
pienamente comprensibile ai cittadini. In particolare,
puntare ad avere al più presto, a livello Ue, un unico
ministro dell'Economia, un unico ministro degli Esteri, un
esercito unico europeo ed una banca centrale capace di
misurarsi con le esperienze internazionali più avanzate
(Federal Reserve, Banca del Giappone, Banca d'Inghilterra)
ed in grado di favorire meglio la crescita economica
dell'eurozona'. (Public Policy)

VIC

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