Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

Consob, quando il governo la pensava diversamente

consob 15 giugno 2016

di Viola Contursi

ROMA (Public Policy) - Nonostante il fuoco incrociato del momento sul presidente della Consob, Giuseppe Vegas, c'era un tempo, nemmeno tanto lontano, in cui il governo, e il Mef in prima linea, difendeva la scelta di non inserire i cosiddetti "scenari probabilistici" nei prospetti informativi degli strumenti finanziari venduti dalle banche.

Era il 18 febbraio del 2016 e il viceministro all'Economia, Luigi Casero, rispondendo a un'interrogazione di Carla Ruocco (M5s) in commissione Finanze, a nome del Mef e sentita la Consob, disse: "Con riguardo alle possibili iniziative per reintrodurre gli scenari probabilistici nei prospetti informativi degli strumenti finanziari, deve premettersi, atteso che la materia è oggetto di discussione in sede comunitaria, che l'adozione dell'iniziativa in esame sarebbe allo stato in contrasto con la disciplina europea di riferimento".

E ancora, "nel nostro ordinamento non vi è mai stato alcun obbligo, asseritamente soppresso dalla Consob, di inserire scenari probabilistici di rendimento nei prospetti relativi a obbligazioni (ivi incluse le subordinate)" e "l'inserimento di scenari probabilistici di rendimento nella documentazione d'offerta di obbligazioni non risulta più coerente con il quadro normativo di riferimento".

"Ed invero - proseguiva Casero a febbraio davanti alla VI commissione - la Consob aveva posto in consultazione in data 14 luglio 2009 un documento intitolato 'Raccomandazione sul prospetto d'offerta o di ammissione alle negoziazioni dei prodotti finanziari non rappresentativi di capitale, diversi dalle quote o azioni di Oicr e dai prodotti finanziari emessi da imprese di assicurazione: modalità di presentazione e contenuti dell'informativa sul profilo di rischio-rendimento e sui costi', nell'ambito del quale si raccomandava l'inserimento nella documentazione d'offerta e/o di ammissione a quotazione dei prodotti non equity, fra l'altro, degli 'scenari probabilistici dell'investimento finanziario'. Tale documento non si è mai tradotto in una Comunicazione".

La dichiarazione di Casero di quel febbraio è pubblica, ripresa dagli archivi di Public Policy ma reperibile anche nei resoconti parlamentari, e sembra dimostrare come il governo già mesi fa desse per scontato come notizia nota che la Consob avesse tolto gli scenari probabilistici dai prospetti informativi degli strumenti finanziari venduti dalle banche, e ne giustificasse anche le motivazioni.

Importante rileggere oggi questa posizione dell'esecutivo, dato che dallo stesso governo (nelle persone di Enrico Zanetti e di Carlo Calenda, mai smentiti da Matteo Renzi o Pier Carlo Padoan) è partito il fuoco incrociato nei confronti del presidente Consob Giuseppe Vegas proprio per l'eliminazione degli scenari di probabilità nei prospetti informativi delle obbligazioni bancarie delle quattro banche in risoluzione, Banca Etruria, Banca Marche, CariFe e CariChieti. Una polemica nata da una puntata della trasmissione Report.

Sempre lo stesso governo, pochi giorni prima di quella risposta di Casero in commissione Finanze alla Camera il 18 febbraio, bocciando una delle mozioni di minoranza sul bail-in, aveva proprio rigettato l'ipotesi di inserire gli scenari probabilistici nei prospetti informativi degli strumenti finanziari venduti dalle banche.

Sempre in quella risposta ai 5 stelle, il Mef, sempre nella persona di Casero, disse anche però che "con riguardo alle 'informazioni supplementari' nei prospetti informativi degli strumenti finanziari emessi dalle banche" ovvero gli scenari probabilistici "spetta all'emittente e/o all'offerente decidere in ordine alle modalità di rappresentazione degli esempi e alla scelta delle metodologie sottostanti, proprio in quanto si tratta di inserimento volontario. L'Autorità di vigilanza potrà esercitare al riguardo solo un controllo ex post". (Public Policy)

@VioC

© Riproduzione riservata