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Le consultazioni di Renzi alla Camera

renzi 19 febbraio 2014

ROMA (Public Policy) -

14.29 - "Ero abbastanza imbarazzato per lui, capisco le difficoltà di consenso. Ho visto facce imbarazzate anche dei suoi. Ha preso milioni di voti, ma non accettava il dialogo". Lo ha detto Matteo Renzi al termine delle consultazioni, riferendosi all'incontro con Beppe Grillo e i parlamentari M5s.

14.27 - Il programma di riforme che verrà inserito nel programma di governo prevede "tagli ai costi della politica, riforme istituzionali, a marzo riforma del lavoro, tra aprile e maggio riforma del Fisco e della Pubblica amministrazione. E poi riforma della giustizia. Tutto per arrivare a luglio essendo in grado di raccontare cosa l'Italia è in grado di proporre all'Europa". Lo ha detto il premier incaricato Matteo Renzi al termine delle consultazioni.

14.22 - "Credo che sarò in grado di sciogliere la riserva sabato e poi presentarmi dai presidenti di Camera e Senato a partire da lunedì". Lo ha detto il premier incaricato Matteo Renzi al termine delle consultazioni.

14.17 - "Depistano centinaia di milioni di euro cambiando una 'e' con una 'o' in un provvedimento. Questa è una guerra: o vinciamo noi o vincono loro. Nessuna mediazione, è finito questo mondo". Lo dice il leader del Movimento 5 stelle Beppe Grillo, al termine dell'incontro alla Camera con il premier incaricato Matteo Renzi.

"Io non me ne vado più adesso - scherza Grillo rivolto alla stampa - voi (i politici; Ndr) andate a casa e appendentevi per i piedi a una trave, guardatelo rovesciato questo mondo e capirete un sacco di cose", conclude l'ex comico, che ha citato anche il caso Dambruoso e i tafferugli in aula alla Camera in occasione della 'tagliola' sul dl Imu-Bankitalia.

13.56 - "Non hai nemmeno un'idea di come vada avanti il mondo, non sai manco cosa sono le rinnovabili. E ora parla, ti do un minuto, non ho tempo per te, io non sono democratico con voi". Lo dice il leader del Movimento 5 stelle Beppe Grillo, rivolto al premier incaricato Matteo Renzi durante le consultazioni alla Camera.

Renzi prova allora a iniziare a parlare ("Adesso sei un incrocio tra Gasparri e la Biancofiore, sei qui perchè il tuo popolo ti ha detto che dovevi venire. Noi vogliamo superare Province, Senato e titolo V"), Grillo lo interrompe nuovamente, Renzi ci riprova ("Esci dal tuo blog") e allora Grillo si alza e se ne va, augurando "buon lavoro" al premier incaricato.

13.52 - "Io non ti faccio parlare, sono venuto a manifestarti la nostra indignazione per quello che rappresenti, noi faremo degli errori ma siamo coerenti". Lo dice il leader del Movimento 5 stelle Beppe Grillo, rivolto al premier incaricato Matteo Renzi durante le consultazioni alla Camera.

13.50 - "Non sono venuto qui a parlare di programmi, sono qui per dimostrarti qualcosa in maniera educata, gioiosa, emotiva, appassionante. Ma tu rappresenti le banche, dici una cosa poi la smentisci, sei giovane ma allo stesso tempo vecchio. Ci siamo fatti delle battute insieme, all'opposto vostro noi siamo i conservatori, vogliamo l'acqua pubblica e voi la volete privatizzare". Lo dice il leader del Movimento 5 stelle Beppe Grillo, rivolto al premier incaricato Matteo Renzi durante le consultazioni alla Camera.

13.28 - I gruppi parlamentari del Pd condividono la sfida di Matteo Renzi "per affermare un governo di svolta, per dare risposte agli italiani, a partire da lavoro, crescita e sviluppo". Lo dice il capogruppo Pd alla Camera, Roberto Speranza, al termine delle consultazioni nella sala del Cavaliere di Montecitorio con il premier incaricato. "Ora - dice Speranza - è tempo che anche in Europa alla parola rigore si affianchi la parola crescita".

Per il Pd "c'è bisogno di costruire un nuovo rapporto tra politica e cittadini", con il governo Renzi "vogliamo dimostrare che la politica ha una capacità vera di autoriformarsi. La questione della riforma costituzionale è inoltre centrale - prosegue Speranza - perchè riteniamo che dentro questa legislatura bisogna dare un segnale forte di una democrazia decidente, capace di superare una stagione in cui per troppo tempo le riforme sono state annunciate e non fatte".

12.29 - La Corte costituzionale è un organo politico della sinistra, il Senato va abolito, il presidente del Consiglio in Italia non ha nessun potere, il presidente della Repubblica va eletto dal popolo, sulla legge elettorale Forza Italia non accetterà altre modifiche: è un Silvio Berlusconi vecchio stile, con la spilla di Forza Italia appuntata sulla giacca, quello che incontra i giornalisti al termine delle consultazioni alla Camera con il premier incaricato, Matteo Renzi.

Parte dalle riforme "necessarie", a partire da quelle degli assetti istituzionali: "L'Italia ha bisogno di diventare un Paese governabile, cosa che oggi non è. Lo posso dire avendo governato per più di 9 anni. Capisco anche perché i nostri padri costituenti, dopo un periodo di regime, nell'attribuzione dei poteri non assegnarono alcun potere a premier e Consiglio dei ministri, ma divisero i poteri".

Oggi però il sistema è obsoleto, secondo il Cavaliere: "Il premier ha la possibilità di esprimere un ruolo di rappresentanza, ma stringi stringi ha solo il potere di stendere l'odg del successivo Cdm, e non può usare efficacemente lo strumento, il decreto legge, che tutti i governi occidentali usano, per intervenire con efficacia sulle esigenze che si manifestano nella società". Con l'ex sindaco di Firenze, Berlusconi concorda sulla riforma del Senato, perchè - dice - "c'è un'esigenza immediata e assoluta di avere una sola Camera che approvi le leggi, possibilmente ridotta nel numero dei componenti".

I due non potevano non parlare di legge elettorale, visto che l'Italicum è frutto proprio di un accordo tra Pd e FI: "Non ci sono possibilità di cambiamenti - precisa Berlusconi - già noi abbiamo aderito a delle richieste, ad esempio sugli sbarramenti, scesi a dei livelli che non ci vedono d'accordo. Comunque il male del nostro Paese è che noi italiani non abbiamo mai imparato a votare, frazioniamo il nostro voto e siamo sempre molto distanti da un sistema bipolare".

Inoltre bisognerebbe anche cambiare la legge sulla par condicio, per l'ex premier, e "insistere per arrivare a una legge che consenta ai grandi partiti di avere uno spazio in tv che corrisponda alla loro importanza numerica in Parlamento". Stessa esigenza di riforma vale per la Corte costituzionale, perchè secondo il leader di Forza Italia "non si può lasciare al capo dello Stato la prerogativa di nominare 5 membri: oggi la Consulta è un organo politico della sinistra, perchè tre consecutivi presidenti della Repubblica hanno mandato alla Corte dei loro vecchi amici di sinistra".

La stessa presidenza della Repubblica va ripensata: "Un'altra delle riforme - continua Berlusconi - è quella dell'elezione diretta del capo dello Stato da parte dei cittadini. Poi ci sono le riforme del lavoro, della burocrazia, del fisco, della giustizia: abbiamo dato al premier incaricato la nostra assoluta disponibilità a lavorare insieme e approvare in Parlamento questo tipo di riforme".

Ma sempre dall'opposizione: "Siamo un'opposizione che deciderà di volta in volta sui contenuti dei singoli provvedimenti". Infine il Cavaliere si dice felice per il fatto che Renzi abbia la metà dei suoi anni, perchè il "ringiovanimento è un buon segnale per il rinnovamento della classe dirigente" e rassicura - "anche per la mia esperienza" - il giovane premier incaricato sul semestre europeo: "Non si preoccupi, è solo un fatto onorifico".

11.37 - "Sto andando a Roma, incontrerò Renzi". Lo scrive sul suo blog Beppe Grillo. Il leader del Movimento 5 stelle incontrerà il presidente del Consiglio incaricato alle 13,45 alla Camera. Lo accompagneranno i due capigruppo M5s Federico D'Incà e Vincenzo Santangelo.

COSA È SUCCESSO IERI

20.13  - “No a un governo di sinistra o di centrosinistra, noi volgiamo che nasca con la stessa maggioranza che ha sostenuto il governo di Enrico Letta se si allarga a sinistra per noi non va bene. Vendola non c’è’, il primo scoglio è superato”. Lo dice il leader Ncd Angelino Alfano al termine dell’incontro con il premier incaricato, Matteo Renzi.

“Noi vogliamo realizzare il governo più rivoluzionario della storia recente perchè abbiamo un desiderio grande. In questi 70 minuti abbiamo lavorato per realizzare i capitoli più importanti della rivoluzione liberale che in passato il centrodestra ha promesso ma non realizzato, dal fisco, al lavoro, alla giustizia”. Ma se ci sarà "la patrimoniale - avverte Alfano - noi non ci stiamo".

"Abbiamo chiesto e ottenuto che domani pomeriggio si riuniscano le forze di maggioranza per vedere se vi è compatibilità tra programmi. Se c’è questa compatibilità si può immaginare un governo, se non c’è lo spiegheremo agli italiani”, conclude Alfano.

19.01 - "Abbiamo avuto un colloquio molto intenso, al netto del giudizio che abbiamo espresso sulla nascita di questa nuova stagione, abbiamo discusso delle cose di cui il Paese ha bisogno secondo noi, abbiamo ascoltato qual è l'idea di Renzi, la sua agenda. I titoli sono condivisibili, ma solo i titoli. Il problema è lo svolgimento".

Sel, comunque, "non ci sta a far parte di un esecutivo che si forma su un compromesso, perchè per noi le larghe intese complete o miniaturizzate non sono una risposta ma una parte dei problemi del Paese". Lo dice il leader di Sel, Nichi Vendola, al termine delle consultazioni alla Camera con il premier incaricato, Matteo Renzi.

Il presidente della Regione Puglia ha toccato vari temi, a partire dalla questione del lavoro: "Deve essere affrontata fuori dall'illusione che modificare le regole produca posti di lavoro: noi vogliamo un piano per il lavoro e non contro i lavoratori, rilanciando l'idea di un vero welfare ambientale, perchè un Paese che di fronte alle nuvole non deve aprire l'ombrello ma chiamare i marines è un Paese che ha bisogno di un risanamento strutturale, è un Paese malato che ha bisogno di una terapia d'urto".

Il leader di Sel ha poi parlato di un altro dei cavalli di battaglia del suo partito, la lotta contro le spese militari, a partire dai cacciabombardieri F-35: "È incredibile come gli stati maggiori di importanti nazioni occidentali li considerino pericolosi e probabilmente inutili mentre noi manteniamo l'investimento. Dobbiamo disinventire in armamenti e investire su un piano straordinario per scuola e università, a partire dall'implementazione del diritto allo studio".

Sul Sud: "Non si salva l'Italia - ha precisato Vendola - se il Sud viene abbandonato a una deriva". In quanto ai diritti civili, "in un Paese che ha un arretrato di 50 anni non sono una civetteria laicista. È la crisi - ha sottolineato Vendola - che chiede un avanzamento sul terreno dei diritti di libertà, dai diritti dei nati in Italia ai diritti delle coppie di fatto. Sono uno scudo di protezione di fronte al tormento della crisi, alla paura e alla precarietà".

Sel, ha concluso il presidente della Regione Puglia, "non farà comunque un'opposizione demagogica o populista, noi abbiamo l'ambizione di essere una sinistra di governo, che guarda al merito dei provvedimenti e non avremo esitazioni a riconoscere un valore utile".

17.07 - "Abbiamo discusso con Renzi sostenendo che abbiamo intenzione di partecipare profondamente a questa fase di cambiamento radicale per il Paese", serve una "condivisione immediata di priorità tematiche e un patto di coalizione". Lo dice la segretaria politica di Scelta civica, Stefania Giannini, al termine delle consultazioni alla Camera con il premier incaricato.

"Tutto questo - spiega - dovrà avvenire nei prossimi giorni, abbiamo delle priorità che sono note e coincidono con le priorità che ha Renzi: si tratta di lavoro e occupazione; di pressione fiscale; e di un pacchetto di liberalizzazioni della macchina dello Stato". Scelta civica si aspetta che questa "sia una legislatura di lungo respiro in cui a fianco delle riforme sociali si facciano anche quelle istituzionali, che diano un assetto di governabilità e stabilità nel rispetto della democrazia".

"Non si è parlato di incarichi", precisa poi Giannini data tra le possibili ministre del futuro esecutivo Renzi. Infine, chiedono a Giannini, all'economia preferite un tecnico o un politico? "Tocca al premier, non a noi decidere".

16.35 - Innanzitutto l'euro ("È una moneta criminale, il Nord è occupato manu militari da potenze straniere tramite banche, multinazionali e finanza"), poi la riforma del titolo V e il completamento del federalismo fiscale: sono tanti i temi su cui la delegazione della Lega Nord, guidata dal segretario Matteo Salvini, si è confrontata (senza risultati) con il premier incaricato Matteo Renzi, durante le consultazioni alla Camera. Salvini era accompagnato dal presidente della Regione Veneto, Luca Zaia e dal sindaco di un comune emiliano terremotato: "Qui siamo riusciti a fare quello che al Quirinale non ci è stato permesso, ovvero portare la voce dei territori".

L'eurodeputato del Carroccio ha esordito attaccando l'Europa e l'euro: "Ho regalato una copia de 'Il tramonto dell'euro' del professor Bagnai a Renzi, perchè non c'è rilancio dell'economia e del lavoro se non si capisce che il problema è l'euro e i vincoli folli dell'Ue". Ma Renzi non la pensa esattamente come la Lega: "La sua posizione è totalmente diversa dalla nostra, questo ci rammarica perchè Bruxelles capisce solo la voce forte e solo una minaccia di uscire fuori dall'euro ci farebbe ripartire".

La Lega, ha continuato Salvini, continuerà "a fare battaglia perchè crediamo che si riparta solo al di fuori dell'euro. Noi proporremo inoltre la riforma del titolo V e il completamento del federalismo fiscale". Sullo ius soli, altro tema su cui il Carroccio non aprirà mai, "c'è stato confermato - ha ricordato il segretario leghista - che si va verso uno ius soli temperato: noi siamo contrari e confermiamo il fatto che l'integrazione non si regala e la cittadinanza non si svende".

Infine, una promessa e una frecciata al Pd: "La Lega ne farà e ne dirà delle belle, abbiamo chiesto ad esempio l'esenzione fiscale per le zone colpite da alluvioni e frane; sfidiamo i democratici che si dicono d'accordo a metterlo nero su bianco. Abbiamo inoltre parlato di abolizione dei prefetti, un tema sul quale raccoglieremo le firme per un referendum dal 29 marzo. E se chiedete a Renzi cosa ne pensa, forse vi sorprenderà".

Salvini ha concluso sottolineando la differenza tra il 'suo' movimento e i 5 stelle: "Mai abbiamo pensato di dare l'appoggio a Renzi, ma a differenza di altri siam venuti a portare le nostre proposte perchè non siamo pagati per dire solo 'no'".

15.53 - Riprendono le consultazioni alla Camera tra gruppi politici e premier incaricato, ed è il turno delle Autonomie, a partire dall'esponente dell'Svp (Südtiroler Volkspartei), Richard Theiner. A Matteo Renzi, dice, "non abbiamo chiesto poltrone, ma il rafforzamento e l'ampliamento dell'autonomia. In quest'ottica abbiamo chiesto più responsabilità".

Con lui anche il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi: "A Renzi abbiamo chiesto garanzie sulla valorizzazione delle autonomie speciali, e abbiamo espresso la nostra disponibilità a proseguire la trattativa in corso sugli aspetti finanziari della nostra autonomia". Presente anche il presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher: "Crediamo che le Autonomie possano essere una risorsa per questo Paese: lasciateci fare, lasciateci lavorare e potremo contribuire ancora di più". Infine il senatore Karl Zeller (sempre Svp): "Al premier incaricato abbiamo ricordato gli accordi presi con Letta, il memorandum di Bolzano, che sarà rispettato e magari integrato con ulteriori disposizioni".

13.45 - Il premier incaricato Matteo Renzi ha concluso il giro di consultazioni della mattina e ha lasciato da poco la Camera a bordo di un auto con l'attuale ministro per gli Affari regionali, Graziano Delrio, che lo ha affiancato in tutti i colloqui. Le consultazioni riprenderanno alle 15, quando sarà il turno dei rappresentanti dell'Svp.

13.20 - Il gruppo Popolari Per l'Italia parte dallo "sdegno per la vicenda dei marò"  e termina con due precise condizioni: "Lavoro e legge elettorale". Così il ministro della Difesa uscente, Mario Mauro, al termine delle consultazioni alla Camera con il premier incaricato, Matteo Renzi.

L'ex europarlamentare del Pdl, accompagnato dal presidente della commissione Esteri al Senato Pier Ferdinando Casini (che ha chiesto in chiusura un "intervento immediato delle Nazioni Unite sul caso dei due fucilieri") ha presentato a Renzi la disponibilità dei fuoriusciti da Scelta civica "a concorrere alla formazione del governo, ma a precise condizioni: un orizzonte di legislatura concentrato su priorità quali il lavoro, le famiglie e le imprese; e una legge elettorale connessa a una riforma costituzionale che superi il bicameralismo".

12.19 - "Gal è un gruppo che ha al suo interno una certa dialettica, sarà sviluppata con attenzione nei giorni che seguiranno, una volta letto il programma e sentita l'illustrazione che il governo farà nelle aule del Parlamento". Lo dice Mario Ferrara, capogruppo al Senato di Grandi autonomie e libertà, al termine delle consultazioni alla Camera con il premier incaricato, Matteo Renzi.

12.00 - Contrari al "terzo governo di fila che passa sopra la testa degli italiani"; contrari alla non introduzione delle preferenze nella nuova legge elettorale; contrari a una riforma "monca" del Senato che oltre all'abolizione non introduca "il presidenzialismo". È il trio Giorgia Meloni-Ignazio La Russa-Guido Crosetto a portare al premier incaricato Matteo Renzi i 'no' di Fratelli d'Italia.

"Abbiamo ribadito la nostra posizione - dice la capogruppo Meloni - segnatamente sul metodo, distante dall'idea che lo stesso Renzi aveva dato di sè, di persona che combatteva certe liturgie della politica. Più che portarci nella terza Repubblica questi eventi sembrano riportarci indietro alla prima". FdI valuterà comunque "il merito dei provvedimenti, se Renzi otterrà la fiducia del Parlamento. Abbiamo parlato anche di riforma di alcuni principi della prima parte della Costituzione, pensiamo a normare il rapporto con l'Europa, parlando di 'interesse nazionale', pensiamo a introdurre un tetto alle tasse".

Renzi, ricorda ancora Meloni, dichiara "di voler andare avanti in maniera spedita, noi siamo d'accordo, perchè prima avremo una legge elettorale prima avremo la capacità di chiedere il diritto per gli italiani di esprimersi in libere elezioni". Resta la questione 'preferenze': il segretario Pd, confessa Meloni, "insiste nel dire che la responsabilità della non introduzione è di Forza Italia". Al termine dell'incontro con la stampa l'ex ministro della Difesa La Russa (insieme ai due colleghi di partito) ha mostrato ai cronisti un piccolo manifesto di sostegno ai due marò detenuti in India.

11.28 - Il Partito socialista italiano chiede a Matteo Renzi tre cose: "Un'agenda delle priorità; un cronoprogramma preciso, come da tradizione nordica e anglosassone; una maggioranza certa". Così, al termine delle consultazioni alla Camera con il premier incaricato, il segretario del Psi (e senatore) Riccardo Nencini.

"Renzi - spiega il nipote del ciclista Gastone - ha riconfermato la scaletta uscita dall'incontro al Quirinale, ovvero una partenza immediata con legge elettorale e riforme costituzionali". Per quanto riguarda la questione di una maggioranza certa, visto il trascorso del governo Letta e la vicenda Forza Italia-Nuovo centrodestra, Nencini sottolinea: "Oggi dobbiamo marcare la coesione di chi sosterrà premier e governo".

11.08 - Quello con Matteo Renzi è stato "un colloquio proficuo, come realtà di regione a statuto speciale abbiamo preso con molta positività il fatto che ci fosse anche il ministro Delrio presente, perchè sta seguendo tutte le nostre questioni". Lo dicono il senatore Albert Laniéce e il deputato Rudi Franco Marguerettaz, esponenti della minoranza linguistica della Valle d'Aosta, al termine dell'incontro alla Camera con il premier incaricato.

"Abbiamo avuto da Renzi - aggiungono - la garanzia sul fatto che le nostre realtà vengano tutelate, dopodichè siamo entrati nello specifico di alcuni punti che avevamo in trattazione con il governo passato. Aspetteremo dunque gli impegni ufficiali per poter poi valutare l'eventuale fiducia al futuro governo".

10.50 - "Matteo Renzi ha mostrato sensibilità vera nei confronti degli italiani all'estero, che rappresentano gli ambasciatori del made in Italy, il leader Pd è attento ai numeri e sa che parliamo di un settore fondamentale per il nostro Paese". Lo dice Franco Bruno, deputato Maie-Api (gruppo Misto), al termine dell'incontro alla Camera con il premier incaricato.

"C'è la necessità - dice ancora Bruno - di costruire un programma che arrivando in Parlamento dia legittimità parlamentare al nuovo governo. Certo ci sono differenze su alcuni temi come la legge elettorale e l'impostazione delle prossime europee. Continueranno i contatti - conclude - con la squadra che sta lavorando al programma, contiamo ci siano le premesse per fare un lavoro insieme".

10.45 - Un documento in 7 punti, a partire dal tema delle riforme: è quanto la delegazione di Centro democratico, guidata dal leader Bruno Tabacci e da Nello Formisano e Pino Pisicchio, ha lasciato nella mani del premier incaricato Matteo Renzi, oggi alla Camera per le consultazioni. Un governo, quello a guida renziana, che per Tabacci è "utile per la dimensione dell'impatto di speranza che ha creato nel Paese e per il respiro di legislatura che dà".

Per il leader di Cd il fatto che non si vada a votare è un bene, nelle condizioni di crisi del Paese e della politica: "Dal 1994 in poi i Parlamenti che si sono succeduti sono stato uno peggiore dell'altro, e allora tanto vale non rischiare e dire la messa con i frati che sono in campo oggi: la politica è arrivata al limite massimo della sua credibilità".

Centro democratico, come detto, ha lasciato a Renzi un documento in 7 punti "che - spiega l'ex assessore al Bilancio del Comune di Milano - parte dal tema del collegamento tra riforme costituzionali e legge elettorale: la seconda non può che essere conseguente". Inoltre, "c'è una notazione sul coordinamento necessario dell'area euromediterranea, come elemento di risposta per uscire da una logica di austerity, andando oltre il 3% del Pil almeno per il 50% delle spese per investimenti".

Riforme, dunque, Europa ma anche semplificazioni e fisco: "Entro il 31 marzo - spiega Tabacci - la commissione bicamerale per la semplificazione (di cui il leader Cd è presidente; Ndr) metterà a punto un documento conclusivo, e su quello si innesterà un testo legislativo che potrà essere adottato dal governo". Mentre per quanto riguarda la riforma del fisco, Tabacci è tornato su un tema che è stato per anni un suo "cavallo di battaglia: introdurre il contrasto di interessi".

Infine, lavoro e Mezzogiorno: Cd ha portato al premier incaricato un documento sulla staffetta generazionale. "Altro tema - conclude Tabacci - è quello di regolare lobbismo e conflitto di interessi, il male dell'Italia è il cittadino si ritiene forte se portatore di conflitti di interesse". Da ultimo c'è il tema della centralizzazione degli appalti nella spesa pubblica, specie quella regionale, dove si potrebbe risparmiare, secondo il leader Cd, "fino al 3% del Pil ".

10.14 - Il segretario Pd e premier incaricato Matteo Renzi è arrivato alla Camera, da solo, per le consultazioni con i diversi gruppi parlamentari. Il primo incontro è previsto con il Centro democratico di Bruno Tabacci. Le consultazioni andranno avanti fino alle 19 (ultimo il Nuovo centrodestra). Domani sarà la volta di Forza Italia e Partito democratico. (Public Policy)

GAV

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