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Tappe e contenuti del ddl sul consumo del suolo

consumo suolo 22 ottobre 2015

ROMA (Public Policy) - di Francesco Ciaraffo - Riparte l'iter del ddl Consumo suolo nelle commissioni Ambiente e Agricoltura alla Camera.

Dopo mesi di stallo, il testo si avvia a una rapida approvazione nelle commissioni (il ministro per le Politiche agricole, Maurizio Martina, ha fissato come termine la fine del'Expo ma è più probabile che l'ok arrivi martedì prossimo).

Vediamo le tappe (e i contenuti) principali.

IL TESTO BASE DI GENNAIO - Quello del ddl Consumo suolo è stato un iter lungo anche se caratterizzato da lunghe 'pause'. Il ddl in esame non è più quello presentato dall'ex ministro per le Politiche agricole, Nunzia De Girolamo, a febbraio 2014 (erano i tempi del governo Letta), ma un nuovo testo base presentato lo scorso gennaio.

Questo il nucleo: 'Il consumo di suolo è consentito esclusivamente nei casi in cui non esistono alternative consistenti nel riuso delle aree già urbanizzate e nella rigenerazione delle stesse'. Dunque il testo base stabilisce, 'nell'ambito delle procedure di valutazione d'impatto ambientale, di valutazione ambientale strategica e di verifica di assoggettabilità delle opere pubbliche diverse dalle infrastrutture e dagli insediamenti produttivi strategici', che gli organi competenti dovranno tenere conto 'delle alternative di localizzazione che non determinino consumo di suolo inedificato'.

Sarà un decreto successivo, previo parere della Conferenza unificata da adottare entro un anno dall'entrata in vigore della legge, a definire i limiti di consumo del suolo e quindi 'la riduzione progressiva, in termini quantitativi, di consumo del suolo a livello nazionale'.

Il limite potrà essere aggiornato ogni cinque anni. Viene poi stabilito il principio di 'priorità del riuso', secondo cui da parte di Regioni e enti locali 'è promossa l'applicazione di strumenti di perequazione, compensazione e incentivazione urbanistica purché non determinino consumo di suolo agricolo e siano attuati esclusivamente in ambiti definiti e pianificati di territorio urbanizzato'.

Altri aspetti rilevanti del testo base riguardano i compendi agricoli neorurali periurbani (un insediamento rurale oggetto dell'attività di recupero e riqualificazione) e il principio di divieto di mutamento di destinazione 'per le superfici agricole in favore delle quali sono stati erogati aiuti dell'Unione europea previsti dalla politica agricola comune o dalla politica di sviluppo rurale sono vietati, per almeno cinque anni dall'ultima erogazione'.

Viene poi istituito un Registro degli enti locali che hanno applicato le norme sul consumo del suolo e ai quali verrà data priorità nella concessione di finanziamenti statali e regionali per gli interventi di rigenerazione urbana.

Viene infine stabilito, dall'entrata in vigore della legge e fino all'emanazione del limiti (per un massimo di tre anni), lo stop al consumo di suolo tranne che per gli interventi già approvati e per le opere inserite negli strumenti di programmazione delle amministrazioni aggiudicatrici di cui all'articolo 128 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n.163, e nel programma di cui all'articolo 1 della legge 21 dicembre 2001, n. 443.

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@fraciaraffo

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