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Consumo suolo, la corsa del ddl: deliberante al Senato?

consumo suolo 06 dicembre 2017

di Francesco Ciaraffo

ROMA (Public Policy) - Sarà "una corsa" a cui anche le opposizioni dovranno contribuire se si vuole arrivare al traguardo. Il punto sul ddl Consumo suolo è di una delle relatrici del provvedimento, Laura Puppato (Pd).

Ha appena terminato una riunione con il Governo sul provvedimento e con Public Policy, nella Giornata mondiale sul suolo, fa il punto dell'esame nelle commissioni Ambiente e Agricoltura a Palazzo Madama.

Per la senatrice, che insieme all'altro relatore, Mario Della Tor (Ap) ha presentato nei mesi scorsi una serie di emendamenti che hanno definito meglio il campo di applicazione delle norme e hanno ridotto i tempi di entrata in vigore, il testo è ora "equilibrato".

Ma è inevitabile che il focus cada sui tempi. L'iter del ddl che punta a ridurre il consumo di suolo nel nostro Paese è stato presentato a febbraio 2014 a firma del Governo Letta. La Camera ci ha messo più di 2 anni per approvarlo. Dal maggio delle scorso anno è al Senato. E non sono mancate pressioni per rallentarne l'iter, anche da parte degli enti locali che vedrebbero ridotte le proprie competenze in materia. Ora, con la fine della legislatura alle porte, per la relatrice, si deve correre visto che il ddl dovrà tornare al Senato.

"È una corsa, una sfida", dice Puppato. "Il lavoro è stato fatto e credo sia stato fatto bene", aggiunge. E poi dà una notizia: "Ho intenzione di chiedere la deliberante", quindi con l'ok delle commissioni non servirà il passaggio in aula, tagliando i tempi. "Se c'è buona volontà da parte delle opposizioni ce la facciamo", dice ancora.

Per l'Ispra, il consumo di suolo, la sua perdita a causa della trasformazione di aree agricole e naturali con la costruzione di edifici, infrastrutture o altre coperture artificiali, viaggia a una velocità di circa 3 metri quadrati al secondo, poco meno di 30 ettari al giorno, secondo gli ultimi dati pubblicati nell’ultimo rapporto nazionale.

Negli ultimi sei mesi analizzati (novembre 2015/maggio 2016), le nuove coperture artificiali hanno riguardato ulteriori 50 chilometri quadrati di territorio. Per lo stesso Istituto, il consumo di suolo degli ultimi quattro anni ha portato a maggiori costi, a causa di servizi ecosistemici non più assicurati da un territorio ormai artificializzato, che sono valutati tra i 600 e gli 900 milioni di euro l’anno. (Public Policy)

@fraciaraffo

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