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Consumo del suolo, il testo base: dalle definizioni ai divieti

consumo suolo 21 gennaio 2015

ROMA (Public Policy) - "Il consumo di suolo è consentito esclusivamente nei casi in cui non esistono alternative consistenti nel riuso delle aree già urbanizzate e nella rigenerazione delle stesse". È quanto si legge nel testo base sul contenimento del consumo del suolo approvato dalle commissioni Ambiente e Agricoltura alla Camera, su cui ora dovranno essere presentate le proposte emendative.

Dunque il testo base stabilisce, "nell'ambito delle procedure di Valutazione d'impatto ambientale, di Valutazione ambientale strategica e di verifica di assoggettabilità delle opere pubbliche diverse dalle infrastrutture e dagli insediamenti produttivi strategici", che gli organi competenti dovranno tenere conto "delle alternative di localizzazione che non determinino consumo di suolo inedificato".

Sarà un decreto successivo, previo parere della Conferenza unificata da adottare entro un anno dall'entrata in vigore della legge, a definire i limiti di consumo del suolo e quindi "la riduzione progressiva, in termini quantitativi, di consumo del suolo a livello nazionale". Il limite potrà essere aggiornato ogni cinque anni. Viene poi stabilito il principio di "priorità del riuso", secondo cui da parte di regioni e enti locali "è promossa l'applicazione di strumenti di perequazione, compensazione e incentivazione urbanistica purché non determinino consumo di suolo agricolo e siano attuati esclusivamente in ambiti definiti e pianificati di territorio urbanizzato".

Altri aspetti rilevanti del testo base riguardano i compendi agricoli neorurali periurbani (un insediamento rurale oggetto dell'attività di recupero e riqualificazione) e il principio di divieto di mutamento di destinazione "per le superfici agricole in favore delle quali sono stati erogati aiuti dell'Unione europea previsti dalla politica agricola comune o dalla politica di sviluppo rurale sono vietati, per almeno cinque anni dall'ultima erogazione". Viene poi istituito un Registro degli enti locali che hanno applicato le norme sul consumo del suolo e ai quali verrà data priorità nella concessione di finanziamenti statali e regionali per gli interventi di rigenerazione urbana.

Viene infine stabilito, dall'entrata in vigore della legge e fino all'emanazione del limiti (per un massimo di tre anni), lo stop al consumo di suolo tranne che per gli interventi già approvati e per le opere inserite negli strumenti di programmazione delle amministrazioni aggiudicatrici di cui all'articolo 128 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e nel programma di cui all'articolo 1 della legge 21 dicembre 2001, n. 443.

A fare discutere le opposizioni - che si sono astenute - sono state in particolare le definizioni, dalla quale dipendono le norme contenute nella proposta di legge. È il caso, per esempio, della definizione (contestata dal Movimento 5 stelle) di consumo di suolo: "l'incremento annuale netto della superficie oggetto di impermeabilizzazione del suolo, nonché di interventi di copertura artificiale, scavo o rimozione del suolo non connessi all'attività agricola". (Public Policy)

NAF

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