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Conti pubblici, Forza Italia apre alle proposte di Delrio. A partire dagli eurobond

brunetta 30 giugno 2014

ROMA (Public Policy) - Un governo "tornato con i piedi per terra", dopo "la sbornia" del Consiglio europeo della scorsa settimana: "flessibilità o non flessibilità, il problema dell'Italia è il debito". Forza Italia, con questa dichiarazione del capogruppo alla Camera Renato Brunetta (nella foto), guarda positivamente alle indicazioni del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio in tema di flessibilità e meccanismi di riduzione del debito, espresse oggi in un'intervista al Corriere della sera.

Nello specifico, Delrio ha escluso la possibilità di uno sforamento del 3% del deficit "anche per evitare sospetti e risolini in Europa" ma ha prospettato un allentamento del Patto di stabilità per almeno dieci miliardi, di cui sette derivanti dallo scorporo dei cofinanziamenti per l'utilizzo dei fondi europei, e tre dalla clausola degli investimenti, che lascia fuori dal deficit le spese "ad alto impatto sociale" come la messa in sicurezza di scuole e del territorio.

Ma Delrio ha anche annunciato, di fatto con un perentorio "scenderà", la via che il governo intende percorrere per ridurre il debito, di cui "si parla da tempo, ma nessuno ha avuto il coraggio di fare il primo passo": gli "euro union bond". Delrio ipotizza un fondo federale europeo "al quale ogni Stato conferisca un pezzo del proprio patrimonio immobiliare e non". Garanzie "strutturali", ha detto, "che possono essere utilizzate in parte per investimenti strutturali, in parte per alleggerire il debito pubblico".

Brunetta parla di "aperture", compatibili con le soluzioni che Forza Italia "ha proposto da tempo", elencandone tre. La prima: emissione di eurobond garantiti dalla Banca europea degli investimenti (Bei), per finanziare investimenti in infrastrutture, in ricerca e sviluppo, innovazione, capitale umano. "La capacità di intervento della Bei verrebbe potenziata attraverso l'istituzione di un Fondo di garanzia ad hoc, la cui capitalizzazione sarebbe a carico dei singoli Paesi secondo diverse formule, con un punto fisso: i fondi trasferiti dagli Stati membri alla Bei non rientrano nel computo del 3% del rapporto deficit/Pil".

La seconda ricetta di Forza Italia riguarda la riduzione del debito pubblico italiano attraverso la "vendita di beni patrimoniali e diritti dello Stato disponibili e non strategici ad una società di diritto privato, che emette obbligazioni con warrant. Obiettivo: portare sotto il 100% il rapporto rispetto al Pil in 5 anni".

Infine, per Brunetta, "utilizzando lo strumento dei 'Contractual agreements'", si dovrebbe negoziare con la Commissione europea "le risorse necessarie per l'avvio di riforme volte a favorire la competitività del 'sistema Italia', che aumentino la produttività del lavoro e di tutti i fattori produttivi, e che contemplino la riduzione della spesa pubblica e la riduzione della pressione fiscale".

Diventare europei nel debito, ha commentato Brunetta "significa diventare europei a 360 gradi. Nei mercati, nelle banche, nella finanza, nelle relazioni industriali, nella giustizia, nella politica".(Public Policy)

LEP

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