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Conti pubblici, Letta: con stabilità dividendo da 5,5 miliardi per ridurre pressione fiscale

Finanziamento partiti, Letta: in Cdm manteniamo la promessa 23 dicembre 2013

"Nel ddl Stabilità c'è una prima riduzione della tassazione sul lavoro e una prima riduzione del peso del fisco sui lavoratori dipendenti. Confermo che la strada è questa ma la strada della stabilità è senza sfasciare i conti pubblici perché la stabilità ha i suoi dividendi, ma c'è e la si fa durare. La stabilità di questi mesi ha portato un dividendo, ovvero un minor peso degli interessi sul debito". Lo ha detto il premier Enrico Letta rispondendo a una domanda sul fondo taglia cuneo durante la conferenza di fine anno.

"Questo - spiega Letta - è legato alla stabilità e alla fiducia (quando gli altri ci considerano stabili comprano con interessi bassi, se no ci comprano il debito con interessi alti). Nel 2009 gli interessi hanno pesato sul debito per 70 miliardi, nel 2010 per 71 miliardi, nel 2011 per 78 miliardi, nel 2012 per 86 miliardi. Nelle previsioni 2013 doveva essere di 89 miliardi. Oggi invece è diventato di 83 miliarfdi di euro. Quindi vuol dire che il dividendo della nostra stabilità vale circa 5,5 miliardi quest'anno, che ci ha consentito di fare alcune operazioni per alleggerire quella pressione fiscale che era in crescita.  Ad esempio gli italiani quest'anno non hanno pagato l'Imu sulla prima casa, nonostante ci sia stata una polemica" sulla questione.

Ue, stop austerity: anche Merkel alleata di questa strategia - "Sarà il tema dell'Europa quello principale dell'anno prossimo. Se non chiudiamo la lunga legislatura dell'austerità sarà tutto o più difficile o impossibile", ha poi dichiarato il presidente del Consiglio durante la conferenza di fine anno. "È necessario - ha aggiunto - che l'Ue entri in una fase di crescita. Lavoreremo con il massimo dell'impegno per questo. Sono convinto che il nuovo governo tedesco sia alleato a questa strategia e non faccia da freno. Ho sentito Angela Merkel con le mie orecchie dire che non vuole un'Ue con solo la Germania e il resto che va male. E questa affermazione sono convinto sarà dietro alle politiche di questi anni".

Interventi contro la povertà strutturali nel 2014 -  "L'intervento contro la povertà va reso strutturale, partendo dall'attuale sperimentazione", ha risposto il premier ai giornalisti. "Nella legge di Stabilità - aggiunge - e nei passaggi dell'anno prossimo abbiamo rifinanziato il bonus bebè. Per ora sono 60 milioni di euro, l'anno prossimo ne aggiungeremo. È un modo per far sì che un figlio che nasce ai limiti della povertà non veda davanti solo un astratto diritto ma un assegno per il futuro". (Public Policy)

Sul finanziamento partiti passati a contribuzione volontaria - "No alla demagogia - ha dichiarato ancora il presindente del Consiglio - sì a interventi assolutamente urgenti e netti per togliere quei privilegi con cui le istituzioni hanno perso i legami con i cittadini. Oggi possiamo parlare di 'fine' del finanziamento pubblico ai partiti e 'passaggio' alla contribuzione volontaria dei cittadini". Per quanto riguarda l'eccesso degli stipendi della classe politica ha aggiunto: "Tanti ne parlano e pochi lo fanno. Il Governo lo ha fatto eliminando lo stipendio del presidente del Consiglio che è già parlamentare".

Sulle riforme serve referendum - "Io credo che se anche ottenessimo i voti di 2/3 del Parlamento" sulle riforme costituzionali "all'ultimo voto dovremmo far mancare i 2/3 così da consentire di avere il referendum", ha detto il premier rispondendo a una domanda. "Per come è venuta meno la credibilità della politica - ha aggiunto il premier - c'è bisogno" sulle riforme "di un voto dei cittadini, che può avere luogo tra la fine del 2014 e l'inizio del 2015 come sugello di questo iter".

Nuova legge elettorale prima delle europee - Le riforme istituzionali, su cui "il governo ci sarà", dice Letta, devono essere fatte "entro la fine dell'anno" e "prima delle elezioni Ue e il prima possibile dobbiamo avere una nuova legge elettorale". Dopo di che si deve procedere, dice Letta "ai primi passaggi per eliminare il bicameralismo perfetto, i primi passaggi sulla riforma del titolo V e l'eliminazione delle province con l'eliminazione della parola dalla Costituzione. Il tutto con la riduzione del numero dei parlamentari". La prima parte delle riforme istituzionali quindi dovranno essere fatte per Letta "prima delle elezioni Ue, poi la seconda parte entro la fine dell'anno".

Giusta l'apertura di Renzi a Berlusconi sulla legge elettorale - "Ha fatto bene Matteo Renzi e credo che faccia bene il Pd a parlare con Forza Italia sulla riforma della legge elettorale e su tutte le altre riforme".  "Penso - aggiunge - che per la politica italiana e per il raggiungimento dei nostri obiettivi" serva collaborazione. "Le riforme - conclude il premier - devono essere fatte con l'apertura vera verso tutti. E credo che Berlusconi e Forza Italia devono essere all'interno del percorso di riforme".

Delega fiscale entro gennaio - "Ci impegneremo perché a gennaio termini l'iter in Parlamento della delega fiscale" ha detto anche, tra le altre cose Letta. Lì dentro ci sono una serie di riforme molto importanti sul piano fiscale, soprattutto con la riforma del catasto, della riscossione ed elusione. Il 2014 sarà l'anno per un fisco diverso". (Public Policy)

SOR-VIC

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