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CONVEGNO OSCE, TERZI: DOBBIAMO FARE DI PIÙ CONTRO LA SCHIAVITÙ DEL XXI SECOLO

08 febbraio 2013

(Public Policy) - Roma, 8 feb - La tratta degli esseri umani
è uno dei crimini più aberranti del mondo contemporaneo: è
la schiavitù del XXI secolo. Intervenendo a Montecitorio
alla conferenza dell'Organizzazione per la sicurezza e la
cooperazione in Europa (Osce) "Cooperazione regionale nella
prevenzione del traffico di esseri umani" (Co-operation to
prevent trafficking in human beings in the Mediterranean
Region)", il ministro degli Esteri Giulio Terzi di
Sant'Agata ha detto: "La coscienza degli italiani è
profondamente ferita dalle tragedie delle carrette del mare
e dalle immagini di disperazione di migliaia di donne e
uomini, che affidano le proprie vite a criminali senza
scrupoli pur di approdare sulle nostre coste. Ci ribelliamo
con sdegno a tale disumano fenomeno".

Secondo la Direzione nazionale antimafia, però, le condanne
a livello internazionale dei trafficanti di esseri umani
sono ancora insufficienti. E la causa principale, sottolinea
Terzi, risiede nelle differenze normative fra i vari Paesi e
nella limitata cooperazione intergovernativa.

Dopo aver fatto presente che il neoschiavismo non si
combatte soltanto con la repressione, il ministro ha
dichiarato: "L'Italia lavora per sviluppare tra le due
sponde del Mediterraneo rapporti autentici e paritari.
Crediamo molto nel contributo dei partenariati. Abbiamo
registrato significativi progressi a seguito della decisione
ministeriale sui Partner per la cooperazione adottata al
Consiglio di Vilnius del dicembre 2011".

In rapporto a questa strategia, la Farnesina ha organizzato
a maggio la Conferenza sulla cooperazione multilaterale nel
Mediterraneo e a ottobre la Conferenza Mediterranea. "In
quest'ottica di concretezza - ha aggiunto Terzi - auspico
che il nascente Centro di cooperazione accademica dell'Osce
nel Mediterraneo contribuisca a trasferire ai Paesi della
sponda meridionale conoscenze, best practices e modelli
normativi per assisterli con azioni tangibili nel contrasto
alla tratta di esseri umani".

Il ministro ha poi citato l'Atto Finale di Helsinki che
individuava il legame tra sicurezza euro-atlantica e
mediterranea nonché la correlazione tra sicurezza e rispetto
dei diritti umani.

"A distanza di quasi quarant'anni - ha spiegato il ministro
- quell'approccio fondato sulla sicurezza onnicomprensiva è
ancora attuale e valido. Tale modello olistico -
caratterizzato dalla stretta connessione tra diritti e
sicurezza, tra libertà e sviluppo, tra progressiva
integrazione e rispetto per le diversità - deve continuare a
orientare la nostra linea d'azione".

L'Italia ritiene però necessario anche un rinnovamento.
"L'Osce - ha concluso Terzi - deve aprirsi maggiormente ai
parlamenti, all'accademia, alla società civile, alle
organizzazioni non governative". (Public Policy)

SPE

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