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CORRUZIONE, BANCA D'ITALIA: "I POLITICI SONO SOGGETTI A RISCHIO"

fisco 08 maggio 2013

corruzione-italia

(Public Policy) - Roma, 8 mag - I politici sono più portati
alla corruzione e al riciclaggio di denaro e pertanto le
banche sono tenute ad aumentare i controlli in caso di
transazioni economico-finanziarie realizzate questi
'soggetti a rischio'.

Lo afferma il documento scritto dalla Banca d'Italia e
pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale "disposizioni in
materia di verifica della clientela" per rafforzare le
misure e i controlli antiriciclaggio e antiterrorismo.

Il provvedimento, adottato ai sensi del decreto legislativo
231 del 2007, relativo alla prevenzione dell'utilizzo del
sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di
attività criminose e di finanziamento del terrorismo,
obbliga le banche, le Poste Italiane SpA, gli istituti di
moneta elettronica e altri soggetti, ad accrescere le
procedure di controllo e di verifica della clientela sulla
base della frequenza delle operazioni bancarie, sulla natura
dei bonifici, del loro ammontare e della loro destinazione.

POLITICI AD ALTO RISCHIO CORRUZIONE
Particolare attenzione è riservata ai capi di stato e di
governo, ai ministri, ai sottosegretari, ai parlamentari, ai
magistrati, ai componenti dei Cda di aziende di Stato. Come
si legge nella sezione III delle disposizioni, "le persone
residenti in altri Stati comunitari o in Stati
extracomunitari che rivestono o hanno rivestito importanti
cariche pubbliche sono considerate a più alto rischio di
riclicaggio in quanto maggiormente esposte a potenziali
fenomeni di corruzione, unitamente ai relativi familiari e
alle persone che notoriamente sono a loro legate (ad esempio
in virtù di rapporti d'affari)".

Ma chi sono queste persone
politicamente esposte e potenzialmente corruttibili?
A precisarlo è sufficiente leggere il decreto legislativo
231/2007, che nell'allegato tecnico, all'articolo 1, recita:
"Per le persone politicamente esposte o che che occupano o
hanno occupato importanti cariche pubbliche s'intendono: i
capi di Stato, i capi di Governo, i ministri e i vice
ministri o sottosegretari (anche a livello europeo e
internazionale); i parlamentari; i membri delle Corti
supreme, delle Corti costituzionali e di altri organi
giudiziari di alto livello le cui decisioni non sono
generalmente soggette a ulteriore appello, salvo in
circostanze eccezionali; i membri delle Corti dei conti e
dei Consigli di amministrazione delle banche centrali; gli
ambasciatori, gli incaricati d'affari e gli ufficiali di
alto livello delle forze armate; i membri degli organi di
amministrazione, direzione o vigilanza delle imprese
possedute dallo Stato".

Non è considerata più soggetto a rischio la persona che ha
cessato di occupare importanti cariche pubbliche da almeno
un anno.

I DESTINATARI DELLE DISPOSIZIONI
Il documento è stato inviato a numerosi istituti tra cui
banche, Poste italiane SpA; istituti di moneta elettronica;
istituti di pagamento; società di intermediazione mobiliare;
società di gestione del risparmio; società di investimento a
capitale variabile; agenti di cambio; e intermediari
finanziari.

LA CORRUZIONE AFFLIGGE POLITICI E NON
Le disposizioni della Banca d'Italia non specificano la
nazionalità o la cittadinanza del politico a rischio:
potrebbe essere - come confermano da via Nazionale - o il
politico italiano residente all'estero, o il politico
straniero residente in uno dei Paesi dell'Ue - tra cui
l'Italia - o ExtraUe. Non è importante quindi la
nazionalità. È il politico in quanto tale a essere per
natura più corrotto. In Italia come all'estero. (Public
Policy)

SAF

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