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CORRUZIONE, MONTI: TANGENTI REALTÀ MA NON NECESSITÀ. ALLEANZE? SOLO CON FORZE RIFORMISTE

LEGGE ELETTORALE, SC: SISTEMA MISTO CON PREMIO A 42% VOTI, SBARRAMENTO 4% 15 febbraio 2013

Monti

(Public Policy) - Roma, 15 feb - "Che le tangenti esistano
frequentemente negli affari, soprattutto in certi Paesi, è
la realtà, che debba considerarsi una necessità ineluttabile
lo rifiuto". Così Mario Monti, ospite ad Agorà, su Rai Tre,
risponde alle dichiarazioni di Berlusconi di ieri sul tema e
la vicenda giudiziaria Finmeccanica.

"L'Italia - ha aggiunto- se vede questo problema ha il
dovere di attivarsi a livello internazionale perché questo
problema venga avviato a soluzione. Dopo tanti anni di
governo Berlusconi non c'era una legge anticorruzione".

La legge anticorruzione è arrivata con il governo tecnico,
ricorda il premier uscente. Poi gli viene chiesto se è
possibile un parallelo con i processi che hanno portato alla
caduta della prima Repubblica: "Purtroppo sì", commenta.

"SERVE SPALLATA PER COLPIRE LOBBY E RENDITE"
ALLEANZE: SOLO CON FORZE RIFORMISTE, PRIORITÀ IL LAVORO

"La redenzione è possibile
per tutti, ma se ci fosse una parvenza di tentativo di
rispetto delle promesse elettorali fatte, prevedo seri
problemi per i tassi di interesse, per la credibilità dello
Stato e una scarsa ulteriore ripresa delle riforme per la crescita".

Così Mario Monti ad Agorà su Rai Tre sull'ipotesi
di un governo a guida centrodestra. Se l'opzione fosse
invece il centrosinistra, ovvero una vittoria dell'alleanza
Pd-Sel, per il premier uscente, ci sarebbero, "minori rischi
di fiamme finanziarie ma gli stessi se non maggiori rischi
di non andare avanti nelle cose che servono alla crescita
dell'Italia". Ci sono, continua Monti, a sinistra, "forti
pulsioni anti Tav", e "piani per l'occupazione attraverso la
spesa pubblica".

ALLEANZE SUL PROGRAMMA RIFORMISTA
Sulle alleanze, all'indomani del voto, Monti precisa che
saranno possibili con il suo centro, solo se si tratterà di
una formazione "che mette al di sopra di tutto le riforme
per ridurre il potere delle lobby e delle corporazioni e del
loro potere di blocco sulla società".

Per il premier uscente, la cosa "più importante" è la lotta
alle rendite, ai privilegi e ai monopoli, in particolare nel
mondo del lavoro, "che escludono gli outsider, come i
giovani e proteggono più del dovuto gli insider, con rendite
di posizione". Quindi, con Bersani, candidato premier del
centrosinistra, alleanza possibile a una condizione "dipende
se nel programma ci sono le riforme". Per far questo,
"dovranno cambiare pezzi dell'alleanza di centrosinistra".
"Sono convinto che senza un mercato del lavoro più
flessibile in entrata e in uscita si ha la sensazione di
tutelare gli interessi dei lavoratori ma in realtà non è
così" conclude Monti, che parla anche della necessità di
"spallate dei poteri pubblici per rendere più vitale
l'economia".

"TASSE GIÙ IL PROSSIMO ANNO INTERVENTI SU IMU E IRAP"
"L'Imu del 2012 non la restituirei, quella per il 2013 la ridurrei per le prime
case, ampliando la detrazione figli a carico, anziani e
persone con disabilità, sull'Irap si può togliere il monte
salari dalla base imponibile". Questa la ricetta fiscale di
Mario Monti, spiegata in diretta.
Monti critica l'"uso strumentale" delle promesse fiscali in
campagna elettorale, "che come si è dimostrato non sono
state sostenibili".

E spiega che le sue promesse sulla
riduzione delle tasse sono oggi possibili, dopo un anno di
politiche in cui le tasse sono state alzate, perché la
"febbre", ovvero i tassi di interesse si sono abbassati: "il
Btp era l'indicatore della febbre, il tasso di interesse è
oggi a livello fisiologico".

La difficoltà di finanziare lo Stato non c'è più, continua
Monti e quindi la "terapia", per curare il "malato" (lo
Stato italiano) può cambiare.

"MI È STATO OFFERTO ALTRO, OLTRE AL QUIRINALE"
Il Quirinale non era
l'unica possibilità offerta a Mario Monti dopo l'anno di
governo tecnico. Lo rivela lui stesso ad Agorà.
L'offerta era di "posizioni di quasi vertice o di vertice
nel governo". Anche il presidente del Consiglio di un
governo politico, spiega Monti è stata "una possibilità".
Non chiarisce quale parte politica gli abbia fatto queste
offerte ma non smentisce che sia stato il centrosinistra.

"NON AVEVAMO SUFFICIENTI POSTI IN LISTA PER INCLUDERE TUTTI"
"Per altri non abbiamo
avuto posti". Mario Monti, intervenendo ad Agorà su Rai Tre,
spiega che le defezioni di parlamentari dai due poli,
centrodestra e centrosinistra, dopo la sua decisione di
scendere in campo, sono state più numerose dei nomi che
compaiono nelle liste della sua formazione: Scelta civica.
"C'erano altri che avevano bussato" spiega Monti, da destra
e da sinistra, ma non ci sono stati sufficienti posti per
poterli includere nelle liste, chiarisce il premier uscente.

LAP

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